Viabilità contesa in Lega, Provincia Vicenza divisa col righello?

Nella partita delle nomine (qualcuna clamorosamente sbagliata, come Angonese all’Ipab), Rucco vuole evitare altri focolai di malcontento. E così avrebbe escogitato una trovata molto originale. Anche troppo

Le nomine son la ciccia e la rogna della politica: il primo pensiero, nel bene e nel male, di chi deve decidere chi dovrà decidere in questo o quell’ente, ufficio, incarico, punto e strapuntino della pubblica amministrazione. In quel di Vicenza, il sindaco e presidente della Provincia, Francesco Rucco (civico di centrodestra, ormai in orbita Lega) é in ambasce su una casella importante nel risiko del (poco) potere rimasto all’ente provinciale: la delega alla gestione delle strade in capo a Palazzo Nievo. Anzi, la viabilità per l’esattezza é la più importante delle funzioni di una Provincia, perciò politicamente molto ambita.

Il ballottaggio spartitorio è tutto interno alla Lega: da una parte Tamara Bizzotto, consigliere comunale a Bassano, vicina all’omonima europarlamentare Mara; dall’altra Davide Faccio, sindaco di Trissino. La rivalità interna deve risolverla però Rucco. Il quale, riferiscono i rumors filtrati a palazzo, avrebbe ideato una soluzione alquanto originale, diciamo pure bizzarra, sicuramente molto innovativa, forse un pelo troppo: dividere a metà, col righello, il territorio provinciale. Est e ovest: come Berlino ai tempi del Muro. Così da accontentare tutti e non scontentare nessuno, che poi é un po’ la sua cifra umana e politica.

E sempre per non farsi nemici e ingraziarsi gli amici, a presiedere la società controllata che materialmente si occupa del sistema stradale provinciale, ossia Vi.abilità, dovrebbe andare, anzi tornare (l’ha guidata dal 2004 al 2006) all’immarcescibile e onnipresente Costantino Toniolo. Che essendo stato uno dei primissimi a sostenere la candidatura di Rucco quando ancora, sul finire del 2017, era tutto fuorché sicura, giustamente si starebbe pensando di farlo passare all’incasso politico. Il fatto che sieda già nel consiglio d’amministrazione dell’autostrada A4 Serenissima non turba l’animo di nessuno. D’altronde, la novità generale è che al posto degli amministratori unici, nelle controllate della Provincia berica l’indirizzo futuro sarebbe di ripristinare i vecchi cda collegiali. Tradotto: più posti da dividere. Magari per sedare il fortissimo malcontento interno al centrodestra che vede Forza Italia in posizione ormai di fronda semi-aperta.

Mettiamola così: sulle nomine, Rucco finora non ha avuto sempre la mano felice. Il caso più clamoroso porta il nome di Ermanno Angonese, politico democristiano di lungo corso ed ex direttore generale della Ulss 6. E’ stato messo da Rucco, in qualità di sindaco del capoluogo, a capo di quell’autentico ginepraio che é l’ente locale che gestisce le case di riposo per anziani, l’Ipab. A parte qualche critica di troppo da parte del centrosinistra che l’ha amministrato fino a ieri e che non é immune da lottizzazioni, e dando pure credito alla versione con cui Rucco ha rintuzzato le contestazioni sulla incandidabilità/ineleggibilità di Angonese (la legge Madia, dice l’ex presidente Ipab Gianni Rolando, vieta incarichi direttivi a persone in quiescenza e mette precisi paletti come la gratuità e il limite di un anno, che invece per il sindaco, sul filo dell’interpretazione, non sussisterebbero), il punto politico é sull’opportunità etica di scegliere proprio Angonese, dato che nel frattempo é stato messo in mora dalla Ulss che dirigeva per un possibile buco di bilancio, su cui hanno messo gli occhi l’Anac e la Corte dei Conti, dovuta ad una polizza stipulata (premio: oltre 6 milioni di euro, a fronte di appena 10 mila euro di copertura di sinistri) con una compagnia assicurativa rumena, la Lig Insurance, fallita sotto le macerie di insolvenze lasciate dietro di sé. Non esattamente il miglior biglietto da visita, tutto questo, per Angonese. Una scelta decisamente non azzeccata, questa, da Rucco.

Ma forse è mal consigliato. In Provincia come in Comune. E quanto pare più nella prima che nel secondo visto che il suo consigliori, quell’Alberto Serafin che gli ha curato gratis la comunicazione elettorale (ma di gratis nella vita di solito non c’é nulla – o quasi, fortunatamente), é dato in pole come capo di gabinetto nell’ente provinciale – la qual cosa non deve certo fare piacere al direttore generale storico di Palazzo Nievo, Angelo Macchia. E’ Serafin, l’ex presidente delle Acque del Chiampo, vicino al consigliere regionale leghista Finco, il rasputin di Rucco il Tortuga. Ps: a proposito di comunicazione e immagine, sul sito della Provincia di Vicenza si legge ancora il nome di Elena Pellizzari come responsabile dell’ufficio stampa, quando invece nel frattempo, da mesi, é portavoce in Comune. Così, giusto per segnalare la svista ai rasputin e alle tartarughe.

(ph: Roland Arhelger/Wikipedia)