La rottura Inter-Icardi? Il vero duello è fra Marotta e Wanda Nara

Ecco cosa pensano della lunga querelle alcuni addetti ai lavori: il ds Vignoni e i procuratori Pasqualin, Briaschi, Savino e Manfredonia

Mauro Icardi, Wanda Nara e il rinnovo del contratto con l’Inter. Una storia che va avanti da tre mesi e che nei giorni scorsi ha preso una brutta e strana piega con la forte presa di posizione della società che ha tolto i gradi di capitano al giocatore e con il conseguente rifiuto di quest’ultimo a partire con la squadra per la partita di Europa League a Vienna.

L’impressione è che, dietro ai protagonisti principali del caso e cioè Icardi e l’allenatore Spalletti, a muovere realmente la vicenda siano in realtà il neo-a.d. nerazzurro Marotta e la moglie di Maurito, Wanda Nara, che ne è la procuratrice. La showgirl argentina sarebbe la vera artefice dell’irrigidimento di Icardi (qualcuno dice anche del suo improvviso inaridimento in zona gol) e, quel che peggio, della sua rottura con il resto della squadra. La signora anzi non si è certo tirata indietro nel provocare e polemizzare sui social e nelle ospitate televisive, togliendo quindi ogni dubbio sulle sue responsabilità nel contenzioso con il club.

E ci sono davvero pochi dubbi sulla paternità di Marotta nella forte risposta data dall’Inter. «È certamente così -conferma il procuratore Claudio Pasqualin– solo che con lui Wanda Nara casca male». Anche per il collega Gabriele Savino è stato «un segnale forte dell’a.d., come faceva quando era alla Juve». Invece per Massimo Briaschi, anche lui agente di calciatori, «la decisione deve essere stata collettiva, della società e dell’allenatore». Sergio Vignoni, direttore sportivo che ha lavorato con Marotta al Venezia, «Beppe ha dovuto prendere questa decisione per mettere un po’ di ordine in una società in cui certi giocatori facevano quello che volevano». Per Lionello Manfredonia, che ha da poco lasciato l’attività di agente per aprire una scuola-calcio di perfezionamento, «della vicenda non si capisce molto, probabilmente tutto è nato all’interno della squadra».

Cosa ne pensano gli addetti ai lavori della moglie-agente di Icardi? «Certi personaggi -punta il dito Pasqualin- possono avere spazio nel calcio grazie alla deregulation voluta nel 2015 da Sepp Blatter (presidente della FIFA, ndr), che ha abolito gli albi professionali dei procuratori. Per fortuna in Italia da quest’anno ci sarà una nuova regolamentazione e si tornerà a sostenere gli esami di ammissione al Registro Nazionale degli agenti sportivi, tenuto dal Coni. Quindi la signora Nara o si mette a studiare o potrà assistere il marito solo per pochi mesi ancora». Per Savino «qualche colpa ce l’ha anche Icardi, che non può permettere alla moglie di fare certe dichiarazioni. Sembra quasi soggiogato da lei». Briaschi sottolinea che Wanda Nara è uno dei casi non rari nel calcio italiano in cui un familiare fa il procuratore di un congiunto. Su di lei preferisce non esprimere giudizi, perché «direi cose pesanti». Vignoni fa presente che «a certi livelli devi saperti muovere, stare nei posti giusti. La Nara invece ha parlato solo sui blog, facendo soprattutto polemiche». Netto il parere di Vignoni: «con un personaggio così non se ne va fuori, certo non sta facendo il bene del marito».

Che risultati potrebbe dare la linea dura della società? «Sembra proprio – secondo Briaschi – il discorso del padre per educare il figlio. Ed è anche un campanello d’allarme. Il messaggio che trasmette è: dobbiamo essere un gruppo». Pasqualin fa notare che il coltello dalla parte del manico ce l’ha la società, visto che il contratto di Icardi scade fra due anni: «teoricamente l’Inter potrebbe farlo cuocere nel suo brodo per tutto questo periodo. O magari cederlo ma alle sue condizioni. Il giocatore ha sbagliato tattica: certe uscite si fanno quando si è vicini alla scadenza del contratto, non con tutto questo anticipo». «Lui e soprattutto lei – prevede Savino- dovranno fare un passo indietro». La soluzione per Manfredonia «dovrà per forza di cose passare per lo spogliatoio». Icardi, insomma, dovrà per prima cosa fare pace con i compagni.

Tutti gli addetti ai lavori sono concordi nel riconoscere a Mauro Icardi la qualità di grande campione. «È un ragazzo straordinario, ha dato tanto all’Inter» ricorda Vignoni. Categorico Manfredonia: «un attaccante che ha segnato 120 gol in nerazzurro è fuori discussione». Anche per Savino «il giocatore non si discute. Sa di essere un campione, di essere forte». Sulla stessa linea Briaschi e Pasqualin.

E come potrebbe concludersi la controversia? «Si può ricomporre benissimo – è sicuro Briaschi – sono ottimista. Ma Icardi deve capire che la società sta lavorando per il suo bene». Per Vignoni, Maurito «da ragazzo intelligente si renderà conto che è la società che alla fine avrà la meglio. Certo che la cosa è resa più difficile perché si tocca il tasto familiare». Pasqualin auspica che si trovi «una soluzione mediana e che Icardi ridimensioni le sue pretese. Anche perché la cattiva gestione del rinnovo da parte sua e della moglie ha certamente messo in guardi i top club che potrebbero essere interessati a lui». «Il rinnovo del contratto -spiega Savino- è sempre un gioco delle parti, offerta contro richiesta. Ma così diventa tutto molto complicato». Manfredonia pensa che anche l’Inter farà marcia indietro: «la decisione di degradarlo non è definitiva e rientrerà. A fine campionato si risolverà tutto».

(ph: Shutterstock – Cristiano Barni)