Zanoni (Pd): «Regione Veneto compri villa Emo»

Non c’è pace per le ville venete. Il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni chiede alla Regione Veneto di acquistare villa Emo a Vedelago (Treviso), dopo che il Credito Trevigiano ha annunciato di aver trovato un acquirente privato, che l’assessore veneto all’Istruzione Elena Donazzan ha proposto di trasferirvi la sede dell’istituto alberghiero e che l’ex presidente di della sezione trevigiana di Italia Nostra aveva proposto di trasformarla in un supermercato. «Villa Emo è un patrimonio di tutti, va garantito il suo carattere pubblico e la piena fruibilità per cittadini e turisti. Zaia valuti l’ipotesi di acquisto da parte della Regione: in fin dei conti costa come poche centinaia di metri della Superstrada Pedemontana – spiega Zanoni in un comunicato-. Gli appelli del governatore non bastano, serve un impegno reale, certo nell’ambito delle proprie competenze, Villa Emo da oltre vent’anni è patrimonio Unesco – prosegue il consigliere regionale -. Anziché aspettare il salvifico arrivo di un mezzadro, come dichiarato dallo stesso Zaia, che rilevi tutto, scongiurando l’acquisto di qualche società straniera pronta a realizzare l’ennesimo resort per super ricchi, perché non si fa avanti la Regione? Non ci raccontino che è un problema di soldi: 300 milioni di euro per la Pedemontana si sono trovati in un batter d’occhio, eppure la Superstrada doveva essere pagata interamente dal privato. Qua la cifra da sborsare è decisamente molto inferiore».

«Ricordo inoltre che è stato approvato un “Piano regionale di valorizzazione delle Ville venete” con adesione al progetto interregionale per la “Valorizzazione turistica di un prodotto culturale: le ville” insieme a Toscana, Sardegna e Campania. Di che valorizzazione parliamo se dovesse diventare una struttura extralusso per turisti facoltosi? Da parte dei residenti – sottolinea l’esponente democratico – c’è giustamente preoccupazione per la cessione da parte della Banca di Credito Cooperativo Trevigiano che riguarderebbe una frazione dell’immobile, facendo anche venir meno l’unitarietà del complesso che è unico nel panorama architettonico internazionale. Il Consiglio comunale di Vedelago ha approvato una delibera dando mandato al sindaco, che due giorni fa ha scritto al ministro per i Beni culturali chiedendo un supporto concreto per evitare la vendita, di “intraprendere ogni utile iniziativa finalizzata a mantenere il complesso monumentale di Villa Emo in proprietà a soggetti che siano espressione, diretta o indiretta, della comunità locale, preservandone la fruibilità da parte dei cittadini e del territorio in generale”. Territorio che non è stato assolutamente coinvolto in questa vicenda. Occorre però far presto, poiché la proprietà ha accettato l’offerta di un privato lo scorso 28 gennaio e la firma dal notaio è prevista per il 30 giugno. Potremmo portare a Villa Emo gli uffici del Parco del Fiume Sile, visto che Vedelago è uno dei Comuni che lo comprende. Inoltre – conclude Zanoni – si potrebbero ospitare alcuni uffici di Informazione ed accoglienza turistica o di aziende di prodotti tipici locali, dell’enogastronomia, sempre nell’ottica di un’offerta turistica differenziata. Sono alcune idee su cui discutere, l’importante è fare il possibile, e anche di più, per non perdere un patrimonio di tutti a vantaggio di pochi».

(ph: Erich Schmid)