Caso Prandina a Padova: parcheggi in città, meglio mentire?

La fragilità della giunta di centrosinistra ha portato al compromesso del park aperto una tantum. Realtà smentita dal protocollo d’intesa

L’invocazione di commercianti e gruppi di cittadini di Padova per riaprire il parcheggio dell’ex Caserma Prandina (prima di qualsiasi modifica alla Ztl), pare essere, seppur forte, ignorata da chi ne detiene le chiavi. E’ stata la richiesta di inizio febbraio del gruppo “inCivilis Padova” al Demanio, ad appurare i termini d’uso provvisorio indicati nel Protocollo d’Intesa: il Comune di Padova ne è formalmente custode e può destinarlo a parcheggio gratuito, il solo vincolo risulta, infatti, essere quello di mantenere il buono stato di conservazione del complesso.

Ciò contrasta nettamente con quanto affermato dal sindaco alla chiusura dello stesso parcheggio a inizio gennaio e dall’assessore Micalizzi alla prima assemblea di Agenda 21 (12 febbraio), secondo i quali il Comune non è ancora nella proprietà dell’area e quindi l’uso a parcheggio può avvenire, secondo presunta volontà del Demanio, solo sporadicamente e in concomitanza di qualche festività.

Quale potrebbe essere il motivo di questa “bugia”? Forse non si vuole che durante i mesi di lavoro sul futuro della Prandina del gruppo di Agenda 21 si palesi l’evidenza che il parcheggio è apprezzato dai padovani. Più probabile, invece, che tale posizione sia un tacito compromesso tra le due anime della maggioranza: parcheggio sì, ma solo ogni tanto. E il meno possibile…

Folle che un’amministrazione abbia corso il rischio di essere clamorosamente smentita nelle sue affermazioni pur di non concedere 250-300 posti parcheggio, di cui la città ha drammaticamente bisogno. Tale comportamento è spiegabile solo con la fragilità politica della coalizione, divisa ormai da tempo su molti punti; il che determina inazione e/o processi decisionali lenti e complicati.

In quest’ottica si comprende come mai sia vicesindaco Lorenzoni che sindaco Giordani nei giorni scorsi abbiamo apprezzato il progetto di parco e parcheggio interrato in Prandina del gruppo “inCivilis Padova”, reputando entrambi di valutare l’eventuale proposta, con il dettaglio dei costi, da parte di un soggetto privato interessato alla realizzazione di tale opera. Triste che l’amministrazione di una città come Padova non creda nella capacità della stessa di attirare investimenti e che non abbia il coraggio, di fronte a un progetto interessante, di farsi soggetto attivo nella sua valutazione e realizzazione.

(ph: Vvox)