M5S spaccati: «con voto su Diciotti ci siamo suicidati»

Il Movimento 5 Stelle si risveglia spaccato, all’indomani del voto su Rousseau al caso Diciotti-Salvini. La decisione è stata quella di respingere l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno. Linea poi sposata anche dai senatori grillini della giunta per le autorizzazioni di Palazzo Madama, che hanno ufficializzato il no al processo col loro voto. Se da un lato l’ala governista del M5S festeggia il risultato della consultazione online, dall’altra i malpancisti, sempre più perplessi, si interrogano sulla direzione imboccata dal Movimento.

«Ha ragione Travaglio – si sfoga con l’Adnkronos un deputato -, è stato un suicidio politico. Un voto dirimente per il destino del Movimento. Abbiamo consentito a Salvini di essere il protagonista della nostra piattaforma per un giorno. Lui non ha dovuto fare niente, il suo nome è stato per 24 ore sulla bocca di tutti. Tanti attivisti in queste ore ci scrivono perché vogliono riprendersi il Movimento. Ci dicono come possiamo fare? Non resta che cancellarci da Rousseau per dare un segnale».

«Con questi vertici non vinceremo mai», è il j’accuse principale. Nel mirino non solo le scelte di Luigi Di Maio (che ieri in assemblea ha provato a caricare le truppe, annunciando una votazione sul blog per decidere la nuova organizzazione del M5S) ma anche la gestione della comunicazione. A molti, inoltre, non è passato inosservato il silenzio di Alessandro Di Battista dopo il referendum online su Salvini. (a.mat.)

Fonte: Adnkronos

(ph: imagoeconomica)