«Arresti Camorra, veneti da vittime a complici»

«L‘operazione portata a termine sulla criminalità organizzata in Veneto dimostra la presenza da anni di una cosca che fa riferimento al clan casalese, un’organizzazione autonomamente organizzata in Veneto dove svolgeva attività nella commissione di delitti di varia natura: riciclaggio, usura, estorsioni, rapine, attività che passavano attraverso l’organizzazione di strutture societarie che operavano in campo economico create con obiettivo di farle fallire». Lo ha annunciato il procuratore della Repubblica di Venezia Bruno Cherchi (in foto) nel corso della conferenza stampa sul maxi-blitz di ieri nel Veneziano. «Quest’attività non era disgiunta dallo spaccio, la gestione della prostituzione, da sottolineare la presenza di soggetti locali che non solo conoscevano questa situazione ma che vi hanno partecipato».

«Quello che emerge di più dalle indagini – sottolinea Cherchi – è il rapporto della criminalità organizzata con il mondo politico. L’arresto del sindaco di Eraclea Mirco Mestre ha visto accertato il fatto che vi è stato nelle elezioni 2016 uno scambio di voti tra criminalità, che non ha procurato tantissimi voti, ma quelli necessari a vincere, in cambio di coperture a strade più rapide nella gestione delle attività economiche. Questo – ha aggiunto – è il primo caso che viene scoperto nel Veneto, fattispecie di particolare pericolosità, perché dimostra la presenza della criminalità organizzata». (r.a.)

Fonte: Adnkronos
(Ph. Imagoeconomica)