«Camorra in Veneto: commissione d’inchiesta come per Pfas e banche»

«La presenza della criminalità organizzata si sta consolidando in Veneto e le istituzioni devono essere parte attiva nel contrastarla. Per questo credo sia necessaria una Commissione speciale d’inchiesta sulla mafia nella nostra regione, così come è stato fatto per i Pfas e le banche. Una richiesta che sottoporrò a breve al mio gruppo, a tutte le altre forze di minoranza e, perché no, ai colleghi di maggioranza». È la proposta del Consigliere regionale Andrea Zanoni (Partito Democratico) che, in una nota, torna sulla maxi-operazione di polizia e finanza che ha portato all’arresto di 50 persone. «L’indagine ha fatto emergere un perverso intreccio tra finanza, imprenditoria e politica: sono coinvolti un sindaco, amministratori locali, imprenditori, forze dell’ordine, tra cui otto trevigiani, a dimostrazione che il Veneto è divenuta terra fertile per gli affari dei clan. Sono tre nel giro di pochi mesi i casi emersi alla ribalta: a dicembre finirono in manette sette Casalesi, la scorsa settimana ci fu un blitz anti ‘ndrangheta e adesso è toccato ancora alla camorra. Tre “indizi” fanno una prova. Già un anno fa la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle mafie nella sua relazione aveva mostrato come il fenomeno in Veneto fosse sottovalutato dalle autorità. Qua la criminalità non si vede, era scritto nero su bianco, e perciò è più pericolosa. Da tempo vado denunciando i rischi, con interrogazioni sugli incendi dolosi ai centri per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti o alle aziende che operano nel settore dei trasporti».

«È lampante, visti i numeri, che ci sia il coinvolgimento di organizzazioni malavitose di stampo mafioso. Finora però – ribadisce Zanoni – c’è stata una generale sottovalutazione, ad esempio pratiche diffuse di corruzione imprenditoriale a volte sono legittimate socialmente, evidenziato anche dagli autori del libro “Come pesci nell’acqua“. E la Lega ha precise responsabilità. Ricordo ancora una serata che organizzai ormai nel 2012 a Paese, intitolata “Mafiosi a casa nostra“. Il sindaco del Carroccio mi negò la sala dicendo che il nostro Comune era indenne. Salvo vedere negli anni successivi ben tre abitazioni sequestrate grazie a legge contro le infiltrazioni mafiose». In chiusura Zanoni torna a «richiamare le responsabilità della Regione: auspico che finalmente si diano gambe, a partire dalla dotazione finanziaria, a una legge considerata all’avanguardia, la 48 del 2012 che prevedeva l’Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata, istituito nel febbraio 2017, con ben cinque anni di ritardo e ad oggi mai decollato, tant’è che non è ancora stata fatta la prevista relazione sulle sue attività. Una legge inefficace e che va rafforzata. Le infiltrazioni mafiose sono una condanna per i tanti imprenditori sani del Veneto, costretti a subire una concorrenza sleale e pericolosa: la Regione si attivi per sostenerli concretamente e non solo a parole». (r.a.)

(Ph. Shutterstock)

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