Cannabis, spinello gigante a Montecitorio: «Accendiamo il dibattito»

I Radicali hanno portato davanti a Montecitorio uno spinello gigante per sensibilizzare parlamento e opinione pubblica sulla legalizzazione della cannabis, legge abbozzata nel 2016 ma rimasta nel cassetto. «Mentre nel governo c’è chi annuncia una nuova guerra alla droga e spende i soldi dei cittadini per mandare le forze dell’ordine nelle scuole a perquisire gli studenti – scrivono i Radicali in un post su Facebook – noi chiediamo di accendere un dibattito serio e responsabile sulla legalizzazione della cannabis. Ecco il nostro flash-mob stupefacente ora in piazza Montecitorio».

«Abbiamo attraversato la città con uno spinello gigante per chiedere di riaprire il dibattito sulla legalizzazione della cannabis – prosegue il post -. Siamo partiti dalla nostra sede in via Bargoni, siamo passati sotto il ministero dell’Istruzione e sotto quello della Giustizia per arrivare infine a Montecitorio». «Ieri abbiamo inviato una lettera tramite Riccardo Magi a 630 deputati con la richiesta di riaprire il dibattito sulla legalizzazione ed una tessera del “radical cannabis club” con un seme di cannabis come promemoria e lanciato Weedo – spiega Antonella Soldo, portavoce di WeeDo per i Radicali italiani -, la campagna per riaprire il dibattito attraverso la quale saranno organizzate iniziative nelle piazze, nelle scuole, nei teatri non solo con i radicali ma con tutti i cittadini che vogliono un dibattito serio e scientifico sul tema».

Nel mirino dei Radicali e di “+Europa” anche il progetto “Scuole Sicure” del governo che «in due mesi ha impegnato 2,5mln di euro e 3115 agenti delle forze dell’ordine per sequestrare qua e là qualche spinello, ma questo non serve. Non serve la politica del terrore agli studenti ma la lotta al narcotraffico. Dato che il ministro Fontana ha rilanciato il progetto Scuole Sicure – conclude la Soldo – abbiamo deciso di lanciare la nostra controffensiva: per noi è totalmente inaccettabile andare nelle scuole sicuri di trovare qualcuno che abbia fatto qualcosa di male. Non è l’approccio corretto con gli adolescenti». Su internet è stata lanciata anche una raccolta firme. (t.d.b.)

(Fonte: Adnkronos)

(ph: Facebook – Radicali italiani)

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