Autonomia, Bertolissi: «governo e regione elaborano testo finale»

Ci si è chiesti e ci si sta chiedendo, da più parti, quale sia il ruolo, assegnato dalla Costituzione al Parlamento, nell’ambito della procedura relativa all’autonomia differenziata. Per rispondere a questo quesito la Regione Veneto si è rivolta a Mario Bertolissi, docente di Diritto costituzionale all’Università di PadovaPubblichiamo qui sotto la sua risposta integrale. 

Necessario premettere le seguenti considerazioni: 1) l’art. 116, 3°co., Cost., dispone che il trasferimento di ulteriori funzioni e risorse avvenga “sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata”. Stato, in questo contesto, equivale a governo, essendo riservato alle Camere il compito di approvare la legge, che recepisce l’intesa, “a maggioranza assoluta”; 2) certo, il Parlamento deve poter esercitare un potere sostanziale, di natura politica. Tuttavia, è bene non dimenticare che la sua asserita centralità è stata sconfessata, ripetutamente, dalle più diverse maggioranze parlamentari: da qui una ragione di sospetto a proposito della tesi di quanti lo vogliono ora senz’altro protagonista. Infatti, c’è chi ha dichiarato che «Bisogna fermare il treno!»: impedire che Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna ottengano quel che la Costituzione consente; 3) in passato, il richiamo alla Costituzione è servito, il più delle volte, a neutralizzare le migliori intenzioni. E quando ha provveduto addirittura il Parlamento, con la legge costituzionale n. 3/2001, il Giudice delle leggi si è incaricato di depotenziare la riforma, in senso antiautonomistico.

Si potrebbe continuare. Ma è bene essere chiari. Esiste un equilibrio, da rispettare, che riguarda, da un lato, il ruolo del binomio Governo-Parlamento e, dall’altro, quello della Regione. Il meccanismo dell’intesa rende la legge parlamentare di approvazione rafforzata. E’ indispensabile, allora, che il procedimento legislativo conservi i caratteri stabiliti dall’art. 116, 3°co., Cost., che differiscono da quelli ordinari di approvazione di una legge. Con questa conseguenza: se, nell’ambito del procedimento normale, il Parlamento detta le norme di principio e quelle di dettaglio, articolo per articolo, nel procedimento rafforzato, il suo compito si risolve nell’indicare gli enunciati più generali e programmatici, di indirizzo, connessi ai principi costituzionali implicati. Il che esclude facoltà emendative, che potrebbero favorire, piuttosto che buona fede e correttezza, un deleterio ostruzionismo: come è accaduto, finora, assai di frequente in passato. In breve: il Parlamento discute la bozza di intesa ad esso sottoposta; dà, ove occorra, le proprie indicazioni di massima; Governo e Regione elaborano il testo finale; il Parlamento provvede a maggioranza assoluta.

Mario Bertolissi

(ph: Twitter @mariobertolissi)