«Mio fratello autistico perseguitato da bulli, ma la scuola non gli crede»

«Handicappato di m…». È uno dei tanti insulti ricevuti quotidianamente a scuola da Matteo, ragazzino autistico originario di Livorno. A denunciare i continui episodi di bullismo è il fratello maggiore del giovane, Leonardo. «Io continuo a non capire – scrive in un lungo post su Facebook – e se prima avevo un minimo di fiducia nella scuola e nei miei “coetanei”, adesso non la ho più. Non vedo più un barlume di speranza in niente e nessuno. Non vedo più una giustizia che nel tempo si è trasformata in relativa, non vedo più un mondo, e soprattutto un futuro per il mio fratello. Professori e genitori che non credono ai racconti di Matteo, del resto lui è disabile e non sa quello che sta dicendo… Vedo ragazzi che se ne fregano in continuazione dei suoi sentimenti, e soprattutto vedo in lui una grande solitudine …Una desolazione tale che a volte lo spinge a venire da me a chiedermi se lui lo amerà mai qualcuno… capite? E io scemo che avevo pensato: “dai cambia scuola, cambia compagni. Vedrai tutto si aggiusta…”».

Invece, «a quanto pare il male dilaga da tutte le parti, la cattiveria è parte integrante della stragrande maggior parte di noi persone». Cambiare istituto infatti non è servito: «ogni giorno Matteo si alza con la consapevolezza di andare in un ambiente evidentemente mal gestito, con dei coetanei che si sentono autorizzati a deriderlo in qualsiasi modo. Mercoledì Matte ha detto basta e ha parlato con mamma. Le ha raccontato di tutte quelle terribili parole attribuite alla sua persona, di tutte quelle volte che, provando a fare conversazione veniva allontanato, di tutte le volte che lo trattavano come un lebbroso. Ovviamente mia madre è andata a parlare con la vicepreside che dopo le ha comunicato che i ragazzi hanno negato il tutto, quindi mio fratello sarebbe un bugiardo! È beh, del resto c’era da aspettarselo, che vuoi che dicessero? Del resto lui è un disabile, toh ora per giunta bugiardo!».

E mentre i bulli, impuniti, se la ridono «per aver deriso un bambino autistico indifeso e averla fatta franca, mamma piange a letto di nascosto come fa da quando ero piccolo credendo che non mi accorga di niente, disperata. Babbo come al solito si ammutolisce in un silenzio assordante da cui sgorga rabbia e malinconia. E io sono qui. Ad abbracciare mio fratello e a rassicurarlo che qualunque cosa accada io sarò qui… sempre!». Parole pesanti come macigni, quelle di Leonardo. Piene di amarezza, ira, ma anche di forza e coraggio: «sapete cosa c’è? Questo mondo mi fa schifo, questa società mi fa schifo… E qui per l’ennesima volta mi trovo a fare una denuncia sociale, a chiedere non compassione, mio fratello non deve fare pena – mai – ma giustizia e supporto. Invito tutti, tutti quelli che hanno subito atti di bullismo, tutti quei fratelli, mamme, padri che ogni giorno si trovano a combattere tutti i giorni contro questa situazione ad unirsi a questa lotta». (r.a.)

(Ph. Shutterstock)

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