«Pfas non scompaiono con chiusura Miteni, non spegniamo riflettori»

«Il problema dell’inquinamento da Pfas non scompare con la chiusura della Miteni. Anzi, con l’abbandono del sito, la situazione rischia di aggravarsi. Cosa ha intenzione di fare la Regione per tutelare ambiente e salute?». La domanda è dei consiglieri regionali Andrea Zanoni (Partito Democratico) e Cristina Guarda (AMP) che hanno presentato un’interrogazione alla giunta Zaia.

«Sulla vicenda non vanno assolutamente spenti i riflettori – continuano i consiglieri -. A maggior ragione dopo le dichiarazioni del curatore fallimentare sul fatto che mancano i soldi per le bonifiche. Il rischio dell’inquinamento perpetuo va scongiurato. Secondo notizie di stampa, la contaminazione della falda starebbe peggiorando, poiché la barriera idraulica realizzata per impedire la fuoriuscita di acque contaminate dal sito della Miteni non è stata potenziata. Un potenziamento chiesto più volte dai soggetti pubblici già prima del fallimento, l’ultima volta a dicembre nella Conferenza dei servizi presso la sede vicentina di Arpav, e mai effettuato. Il curatore avrebbe ribadito di non avere risorse disponibili per prendere queste misure».

«Il quadro è quindi decisamente preoccupante e la Regione non può restare in silenzio. L’assessore Bottacin dica con chiarezza quali provvedimenti intende adottare la giunta per scongiurare il peggioramento dei livelli di inquinamento da Pfas nell’area attorno all’ex sito Miteni di Trissino. I cittadini – concludono Zanoni e Guarda – hanno già pagato un prezzo pesante per la latitanza dell’azienda e delle istituzioni». (a.mat.)