«Rdc, intesa col governo: meno “navigator” più spazio alle Regioni»

«I Centri per l’impiego sono un elemento strategico per il funzionamento della ricerca attiva di lavoro e certamente hanno bisogno di un rafforzamento che (abbiamo spiegato al ministro) non si realizza con i cosiddetti “navigator“, ma con un serio lavoro di potenziamento degli operatori e degli strumenti di formazione e inserimento al lavoro che le Regioni governano, chi più chi meno, con efficacia». Lo afferma in una nota l’assessore al Lavoro del Veneto, Elena Donazzan (in foto), a margine della Conferenza dei presidenti delle Regioni sul disegno di legge di conversione del decreto sul reddito di cittadinanza. «Abbiamo lavorato con serietà e senza strumentalizzazioni – spiega l’assessore– ma con le idee chiare su come questo provvedimento-bandiera di una parte del governo riesca ad essere utile alle fasce più fragili della popolazione solo se si raccorda con le politiche dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro; politiche che passano dai sistemi regionali».

Per l’assessore veneto l’intesa raggiunta «è un atto politico forte, che impegna le Regioni con un ruolo paritetico a quello del Ministero. E per questo apprezzo l’apertura fatta lunedì dal ministro Di Maio, che ha compreso come l’iniziale idea di 6 mila persone assunte semplicemente con un titolo di studio, senza competenza specifica alcuna, fossero una misura eccessiva e probabilmente dannosa ai fini della dimostrazione della bontà del reddito di cittadinanza». Grazie all’intesa, in futuro il Veneto potrà «potenziare le politiche di formazione e di incrocio tra domanda e offerta. Potremmo pertanto scegliere di non avere bisogno di un ulteriore numero di operatori, oltre ai circa cinquanta “navigator” previsti dal ministero, e potremmo invece utilizzare le risorse previste in legge di bilancio per il triennio 2019-2021 per orientamento al lavoro, formazione, tirocini di inserimento. Per la nostra regione – conclude – l’importante è non appesantire la macchina pubblica con un numero eccessivo di operatori, ma cogliere quello che consideriamo il vero obiettivo del reddito di cittadinanza, ovvero trovare lavoro per le persone con maggiore difficoltà economica e di inserimento». (r.a.)

(Ph. Imagoeconomica)

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