“Facebookdown”, panico da astinenza social. E c’è chi chiama la polizia…

Per oltre 8 ore, ieri tutte le piattaforme del gruppo Facebook (Instagram, WhatsApp e Messenger), sono andate in crash. Un blackout che ha indispettito gli utenti di tutto il mondo, rimasti orfani dei loro strumenti social per mezza giornata. La società di Mark Zuckerberg non ha ancora spiegato nei dettagli cosa sia accaduto, ma con un post su Twitter (l’unico grande social rimasto attivo ieri) ha precisato che non si è trattato di un attacco DDoS.

Il “Facebookdown” ha anche provocato veri e propri scene di isteria in giro per il mondo. È il caso della Nuova Zelanda: il dipartimento di polizia di Canterbury è stato subissato di chiamate di cittadini che segnalavano il malfunzionamento dei social network, tanto da costringere a pubblicare un avviso: «lo sappiamo, anche i nostri canali Facebook e Instagram non funzionano. Sfortunatamente, non ci possiamo fare niente, perché come sapete hanno sede in America e noi siamo la polizia. Quindi, per favore, non chiamateci per segnalarcelo». (r.a.)

(Ph. Shutterstock)

Tags: