Tav, sindacati Veneto: «basta cavilli, non farla è un “delitto economico”»

«I trucchetti sulle parole, i cavilli legali e procedurali non ci interessano: la Tav va fatta per agganciare l’Italia all’Europa e per creare posti di lavoro». Cgil, Cisl e Uil del Veneto si schierano a fianco delle categorie degli edili, che hanno indetto una manifestazione nazionale, in programma oggi, per rivendicare una strategia di rilancio degli investimenti per le grandi e piccole opere in regione e nel resto d’Italia. «Con le risorse già stanziate – spiegano i segretari generali Christian Ferrari, Gianfranco Refosco e Gerardo Colamarco – potrebbero essere attivati circa 400 mila posti di lavoro: basterebbe rilanciare i cantieri fermi o in procinto di partire per generare occupazione in tutto il paese. È un “delitto economico” non utilizzare le risorse già disponibili: più tempo si perde e più lenta sarà la reazione della nostra economia, che presenta preoccupanti segnali recessivi e tassi di crescita tra gli ultimi dell’Eurozona».

«Aver ancora una volta rimandato una scelta definitiva sulla Tav ci dà l’impressione che l’obiettivo del Governo sia quello di non assumersi le proprie responsabilità, privilegiando così gli aspetti elettorali su quelli delle scelte strategiche per lo sviluppo», aggiungono i segretari regionali, che criticano anche «la timida apertura del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, in visita qualche giorno fa a Valeggio sul Mincio, in merito alla tratta della Tav Brescia-Verona». Per i sindacati, manca «una visione e una strategia di sviluppo chiara e compiuta. Ed è grave che questo governo non discuta preventivamente con le parti sociali, che rappresentano il lavoro e il tessuto produttivo del nostro paese. La sostanza vera è che, per colpa di una visione miope, si rischia di infliggere ulteriori danni all’occupazione, in un settore che ha già perso oltre 500 mila posti di lavoro negli ultimi dieci anni, penalizzando le imprese e tutta la filiera delle costruzioni».

Di qui l’invito: «tutte le parti sociali ed istituzionali del Veneto si esprimano in modo chiaro ed inequivocabile per il superamento di ogni resistenza e il proseguimento dei lavori senza intralci: senza rilanciare gli investimenti pubblici e senza trainare e orientare quelli privati con adeguate scelte di politica industriale – preservando ciò che funziona del Codice degli appalti, a partire dal limite al subappalto, dal rispetto del contratto collettivo, dall’introduzione della congruità contro ogni forma di lavoro nero ed irregolare – non si aiuta la crescita né tanto meno si contrasta la recessione». (r.a.)

Fonte: Adnkronos
(Ph. Shutterstock)

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