Flat tax, Salvini rilancia. Di Maio: «non siamo come Berlusconi»

Dopo la Tav e la via della Seta sembra aprirsi un altro fronte di contrasto interno nel governo M5S-Lega. Si tratta della riforma fiscale, ribattezzata da Berlusconi in campagna elettorale “flat tax“. Il vicepremier, ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini, intervenendo a Rtl 102.5, ha ribadito che la legge va fatta e che la «rivoluzione»fiscale è prevista nel contratto di governo. Ma allo stesso tempo ha contestato le cifre del ministro dell’Economia Giovanni Tria che ha aveva parlato di un costo totale di 50 miliardi.

«Sono numeri strampalati – ha detto Salvini – non siamo Superenalotto, noi i soldi li contiamo con più precisione. Stiamo lavorando anche per le famiglie – ha aggiunto – stiamo facendo tutti i conti del caso ma siamo convinti che se abbassi le tasse lo Stato poi incassa di più. E’ un investimento intelligente per il futuro -ha spiegato Salvini -. Con una cifra tra 12 e i 15 miliardi diamo un primo colpo sostanzioso e un abbattimento fiscale non a tutti ma a tanti. E’ l’inizio di un percorso, una rivoluzione epocale». Ma l’altro vicepremier nonché socio di maggioranza del governo, Luigi Di Maio, pare voler frenare l’iniziativa del leader leghista: «basta con le promesse berlusconiane, – ha detto -bisogna trovare un compromesso». (t.d.b.)

(Fonte: Ilgiornale)

(ph: Imagoeconomica)

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