«Congresso famiglie Verona, noi come i neri ai tempi dell’Apartheid»

«Di Maio ha scelto la poltrona comoda della casta e di offendere le famiglie». Replicano così agli attacchi del leader del M5S Antonio Brandi e Jacopo Coghe (in foto, a destra), presidente e vicepresidente del Congresso Mondiale delle famiglie in programma a Verona. «Lo abbiamo già scritto e abbiamo già smentito annunciando anche azioni legali, che è solo fango quello che ci è stato e ci stanno buttando addosso. Noi non vogliamo obbligare la donna a lavare e stirare, quella è la macchietta che dipingono certi giornali neanche più utili ad incartare le uova e infatti in grande crisi. Noi siamo per l’art 37 della Costituzione che parla di promozione di politiche che assicurino alla donna lavoratrice “gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”, e condizioni di lavoro che consentano “l’adempimento della sua essenziale funzione familiare”». Nel denunciare il «clima di odio innescato dalle polemiche», gli organizzatori si paragonano poi ai «neri ai tempi della segregazione».

«Ci dovremo sedere sui posti infondo negli autobus o dovremo girare con segni di riconoscimento? La responsabilità di questo gioco al massacro è della politica, del M5s e del Pd che hanno deciso non solo di non partecipare ma di innescare questa moderna caccia alle streghe pro-family, avvelenando il clima e alimentando un odio folle». Per Brandi e Coghe, «la libertà di opinione ed espressione in Italia è gravemente sotto attacco. Come al tempo delle dittature – concludono gli organizzatori – oggi chi ci vuole impedire di parlare vorrebbe che non avessimo alcun diritto. Subiamo una nuova ghettizzazione e i media ci bullizzano ridicolizzando i nostri temi. Siamo stati inondati di menzogne, fake news anche istituzionali, ma noi andiamo avanti per il bene delle famiglie. Questo Congresso sarà un inno alla vita, alle famiglie e a tutte le donne lavoratrici e madri e a tutti i bambini». (r.a.)