Stato islamico sconfitto, Ciambetti: «ora autodeterminazione Curdi»

«Con la conquista da parte delle forze curde di Baghuz, l’ultimo villaggio ancora controllato dall’Isis in Siria, viene meno il cosiddetto califfato di Abu Bakr al-Baghdadi e si riapre la questione Curda nel segno di quell’autodeterminazione dei popoli che ispirò proprio cent’anni or sono, alla fine del primo conflitto mondiale, la Società delle Nazioni». Lo ha affermato il presidente del consiglio regionale veneto Roberto Ciambetti a Venezia nel corso del convegno “L’Europa a cent’anni dalla Prima Guerra Mondiale: quali prospettive”?.

«L’Occidente – ha spiegato Ciambetti –  e in primis l’Europa, non possono rimanere silenti davanti alla questione curda: il popolo curdo, circa 30 milioni di persone, è stato determinante per sconfiggere nei campi di battaglia l’Isis. I curdi hanno pagato un prezzo altissimo per ottenere questo risultato che ha sottratto ai terroristi la principale base e fonte di introiti. Oggi noi non possiamo far finta di nulla. L’utopia di una integrazione possibile passa necessariamente per il riconoscimento dell’autodeterminazione dei popoli e per l’affermazione e rispetto dei diritti democratici, per il libero mercato conciliato però con la tutela dell’ambiente: nodi che abbiamo davanti e che vanno affrontati. Se l’Europa vuole trovare un motivo di rilancio del suo ruolo – conclude Ciambetti – ora ha un’occasione unica ad iniziare dalla difesa del diritto all’autodeterminazione del popolo curdo che ha combattuto e sconfitto l’Isis anche per noi». (t.d.b.)

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