Bretella Vicenza-Costabissara, quel progetto “dimenticato”

Una valida alternativa era stata pensata: avrebbe fatto risparmiare chilometri di asfalto e danni al territorio. Ma le persone di buona volontà non sono ascoltate

Alcuni giorni fa, Giuseppe Mattiello, ex capoufficio strade della Provincia di Vicenza, ha scritto una lettera al Giornale di Vicenza sulla bretella Costabissara-Vicenza. Un problema sul quale mi aveva relazionato ancora nel 2012: la funzione dell’arteria era quella di alleggerire il traffico esagerato in provenienza da Thiene e Schio e dare un respiro decente alla zona Villaggio del Sole. Il progetto approvato da Comune e Provincia, a parte il percorso devastante per il territorio che provocava notevoli danni all’agricoltura e inquinamento acustico verso Monteviale e Monte Crocetta, si sviluppava su una lunghezza di 5,3 chilometri, senza contare rotatorie e svincoli.

Agli inizi del 2000 la Provincia aveva elaborato (progettista Mattiello) un progetto alternativo a quello de Rios e a quello Vitaliano, considerati non ottimali. Mattiello aveva individuato un percorso in fregio al Bacchiglione e all’Orolo, dopo aver passato in galleria artificiale i quartieri del Villaggio del Sole e della Provvidenza. In questo modo, l’attuale “autostrada” che attraversa i due quartieri sarebbe potuta diventare un percorso per i soli residenti realizzando quanto prevedeva il Pat. Inoltre, il tragitto proposto scendeva a 3,5 chilometri. Spesa inferiore, risparmio di territorio, nessuno scorporo di fondi agricoli, nessun cavalcavia e, dulcis in fundo, niente bretella per il collegamento tra la base americana Ederle 1 e la 2.

Negli anni successivi la proposta fu portata a conoscenza di chi doveva decidere, ma nonostante la difficoltà a reperire i fondi, il cui ammontare cresceva cammin facendo, si rispose che sì, il progetto era interessante, ma oramai era troppo tardi per cambiare. Passarono invece ancora tanti anni per l’inizio dei lavori e il tempo per cambiare strada c’era eccome. Noto, per l’ennesima volta, che persone capaci, di buona volontà e disinteressate, anche quando propongono cose utili alla comunità, non sono ascoltate. Chissà se si tratta solo di leggerezza, menefreghismo, ignavia o altro.

(Ph. Provincia di Vicenza)