Congresso famiglie, opposizioni unite: «Zaia revochi patrocinio»

Gli esponenti delle opposizioni in Consiglio regionale fanno fronte comune per chiedere alla Regione «la revoca del patrocinio della Regione Veneto al XIII Congresso mondiale delle Famiglie – World Congress of Families, in quanto i principi che vengono propugnati ledono il principio di laicità dello Stato e di uguaglianza e pari dignità di tutti i cittadini».

Jacopo Berti, primo firmatario della mozione presentata dal M5S per chiedere la rimozione del patrocinio, afferma: «riteniamo infatti che lo Stato e tutte le sue declinazioni istituzionali debbano essere laici, aconfessionali e garantire pari opportunità e diritti per tutti i cittadini. Invece, il Congresso Mondiale delle Famiglie pone l’accento sulla differenza morale tra coppie unite dal matrimonio e altre legate dalla libera convivenza, distinguendo così tra unioni di serie A, sancite dal matrimonio celebrato con rito cattolico, e unioni di serie B, e questo è inaccettabile».

Il capogruppo del Partito Democratico, Stefano Fracasso, annuncia che sabato sarà con i compagni di partito «in prima linea alla contro-manifestazione di Verona». Il collega Andrea Zanoni ricorda come anche il Pd, insieme a Cristina Guarda (Lista Moretti) abbia presentato una proposta analoga a quella del M5S «per chiedere alla Regione di togliere la concessione del Patrocinio del Veneto a una Fiera dell’omofobia, a cui parteciperanno persone segnalate, da associazioni che difendono i Diritti Civili, come appartenenti a “gruppi di odio“, favorevoli alla subordinazione dell’uomo alla donna e contrari all’autodeterminazione del genere femminile».

La revoca del patrocinio è stata chiesta in un’altra interrogazione, quella presentata da Piero Ruzzante (LeU) e Patrizia Bartelle (IIC). «Mi chiedo perché offrire a questo Festival che discrimina le persone il simbolo della Regione, del Leone, storicamente emblema di accoglienza universale. Trovo inoltre molto preoccupante – aggiunge Ruzzante – la partecipazione al Festival di persone del calibro di Dimitri Smirnov, arciprete ortodosso russo, il quale ritiene che gli omosessuali siano appestati. E mi chiedo quali siano le famiglie tradizionali, perché io conosco solo le famiglie unite dall’amore».

(Ph. Consiglio Regione Veneto)