«Aumentare stipendio parlamentari»: ddl Zanda imbarazza il Pd

Sta facendo molto discutere il disegno di legge presentato a febbraio dal senatore del Partito Democratico Luigi Enrico Zanda, (in foto) poi nominato dal neo segretario Nicola Zingaretti tesoriere del Pd. Zanda propone di equiparare lo stipendio dei parlamentari italiani a quello dei colleghi del parlamento europeo, il che significherebbe passare da 13-14 mila euro a 16-19 mila euro al mese. «Oggi occorre affrontare la questione del trattamento economico dei parlamentari secondo un approccio nuovo – si legge nel ddl -, che vincoli tutte le componenti del trattamento a un parametro obiettivo e indipendente dall’ordinamento nazionale, sottraendolo alle pulsioni politiche e alle strumentalizzazioni di parte. Il migliore ancoraggio obiettivo e autorevole per il trattamento dei parlamentari italiani è quindi quello al trattamento riconosciuto ai membri del Parlamento europeo sulla base della disciplina che lo stesso si è dato».

Il Partito Democratico ha smentito la paternità del ddl attribuendolo a un’«iniziativa personale» del senatore Zanda, che propone anche una liquidazione basata su «tante quote mensili quanti sono gli anni di esercizio del mandato, e comunque per un minimo di sei mesi e un massimo di ventiquattro mesi, un trattamento differito di natura assicura­tiva con metodo di calcolo contributivo, dopo cinque anni di mandato parlamentare e al compimento del 63esimo anno di età». (t.d.b.)

(ph: Imagoeconomica)

 

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