«Plastica monouso vietata? Ue ha voluto far dispetto all’Italia»

«L’Italia rappresenta il 50% del mercato europeo della plastica monouso. La direttiva europea che la vieta quindi è un gran dispetto all’Italia». Sono queste le parole Angelo Bonsignori, direttore Federazione Gomma Plastica, l’associazione che riunisce i trasformatori di materie plastiche (Unionplast) e la filiera della produzione e trasformazione della gomma (Assogomma). «Non posso condividere le dichiarazioni di gioia di qualche esponente del governo perché solo in Italia parliamo di 30 aziende, 3 mila dipendenti e un miliardo di euro di fatturato».

Il Parlamento europeo oggi ha approvato definitivamente la direttiva che vieterà nell’Ue di utilizzare gli oggetti in plastica monouso come i piatti, le posate, le cannucce, i bastoncini per palloncini e i cotton fioc, altamente inquinanti, a partire dal 2021. Bonsignori prosegue: «resta un anno e 9 mesi per chiudere queste aziende, visto che la direttiva non fa distinzione sull’origine delle plastiche ed esclude anche i prodotti biodegradabili e compostabili. E’ stata adottata senza alcuna base scientifica e anche sotto il profilo ambientale, è stata presa una decisione affrettata. Le vie da percorrere sono altre».

Per esempio la legge di bilancio presentata a dicembre 2018 che, oltre a rinviare il divieto al 2023, chiede di «incorporare più materie riciclate nei prodotti tradizionali e incentivare l’impiego di prodotti plastici non oil». Un percorso che avrebbe portato così a stabilire «se è più conveniente seguire la strada dei circuiti di riciclo o seguire la strada della sostituzione con prodotti compostabili o biodegradabili. Questo è il sistema per prendere delle decisioni che non siano strumentali. Siamo i primi ad essere d’accordo sul contrasto degli abusi ma la plastica monouso è utile negli ospedali, nelle scuole, durante le manifestazioni pubbliche ma anche durante le emergenze, come alluvioni e terremoti, dove le condizioni igieniche sanitarie sono precarie». Bonsignori conclude dicendo che c’è poco da stare allegri «sia per problemi occupazionali ma anche per ciò che verrà a mancare in futuro. Sfido chiunque a dirmi che sulla poltrona del proprio dentista spera di trovare un bicchiere diverso dal monouso». (a.mat.)

Fonte: Adnkronos

(ph: shutterstock)

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