Brexit, Confindustria Veneto apre “help desk” per imprese

Condindustria Veneto e l’Agenzia dogane e monopoli hanno sottoscritto un accordo per l’istituzione di un “Help Desk Brexit“, con l’obiettivo di gestire in modo tempestivo le eventuali criticità operative e prevedere un sistema di informazione mirata affinché gli operatori possano affrontare preparati i cambiamenti che seguiranno l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea.

«Le imprese italiane e venete – dichiara Matteo Zoppas, presidente di Confindustria Veneto – si trovano a dover fronteggiare una serie di ostacoli. Ci sono prima di tutto i problemi per le imprese (multinazionali e Pmi) che hanno scelto il Regno Unito come base logistica e sono parte di catene del valore distribuite anche in Veneto e potrebbero dover rivedere alcune scelte organizzative». Zoppas spiega che Londra «è centrale per la gestione di molti servizi finanziari, vi è quindi la possibilità che ci possano essere aumenti del costo del credito per le imprese».

«Ci sono poi tutti gli ostacoli che il nostro export si troverà ad affrontare – prosegue – se il Regno Unito dovesse uscire dal mercato unico, con il pericolo di conseguente squilibrio su tutta l’area europea. La Brexit pone sfide differenti per i diversi comparti, in relazione al peso che il mercato britannico assume in ciascun settore e al rischio legato all’introduzione di dazi e tariffe nel caso in cui non si raggiunga un accordo di libero scambio. Ed è proprio per cercare di superare queste difficoltà che con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli abbiamo deciso di attivarci e istituire l’Help Desk Brexit».

Per il direttore interregionale dell’Agenzia, Franco Letrari, «l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea rappresenta un momento particolarmente impegnativo sia per l’ampiezza dei settori su cui avrà impatto che con riguardo ai tempi molto ristretti del suo verificarsi. Essendo un processo complesso, senza peraltro precedenti a cui fare riferimento, risulta naturale porre in essere una serie di riflessioni sulle implicazioni giuridiche e pratiche che interesseranno il flusso degli scambi commerciali, sia in caso di accordo raggiunto che nell’ipotesi di “no deal”».

«In tale contesto – aggiunge – appare opportuno fornire agli operatori un maggior supporto nella gestione degli adempimenti doganali». Un canale di comunicazione diretto «che permetterà di far fronte in modo più immediato alle eventuali situazioni di criticità che potrebbero verificarsi una volta definiti i nuovi rapporti commerciali tra Uk e Ue, nonché a programmare incontri informativi secondo le esigenze di approfondimento riscontrate dall’Associazione». (r.a.)

Fonte: Adnkronos

(Ph. Shutterstock)

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