Congresso famiglie, Gandolfini: «abortire è commettere un omicidio»

Massimo Gandolfini, fondatore del Family Day, dal congresso mondiale delle famiglie iniziato oggi a Verona, attacca l’aborto. «E’ l’omicidio di un bambino in utero, e la legge 194 è stata applicata soltanto negli articoli che permettono la soppressione di una vita e non in quelli aiutano la maternità. C’è un diritto precedente a quello della libera scelta ed è il diritto del bambino di vivere. Il bambino non è una cosa che uno butta via, non è un vestito che uno elimina e non è un pezzo di carta che si butta nel cestino. Quella è una vita che è in atto e dare libertà di poter uccidere un bambino è un passo morale pesante».

«Non siamo contrari alla libera scelta– precisa Gandolfini- ma è tale se vengono applicati anche i primi 5 articoli della legge che prevedono di rimuovere le cause economiche per la quale la donna sceglie l’aborto. Noi- spiega – diciamo che la legge 194 va applicata tutta. In Italia dal 1978 ad oggi sono stati uccisi 6 milioni e ne sono stati salvati 200 mila, li ha salvati il Movimento per la Vita. Da un’unione donna-donna e uomo-uomo non nasce una vita, per cui non possono essere genitori. Siamo convintamente contrari alla maternità surrogata e all’utero in affitto, una pratica incivile», ha stigmatizzato. (a.mat.)

Fonte: Huffingtonpost

(ph: imagoeconomica)