Corteo Forza Nuova a Padova, il questore fa il suo lavoro. E Giordani?

Il sindaco di centrosinistra tenga a freno la parte più estrema della maggioranza. Evitando scontri istituzionali con chi si occupa di sicurezza

A Padova il questore Paolo Fassari ha semplicemente fatto il questore. Ovvero, per garantire l’ordine pubblico in caso di manifestazioni, nella fattispecie ha autorizzato Forza Nuova a sfilare in un corteo che ha come tema il no alla legge 194 sull’aborto, ed fatto in modo che la contro-manifestazione del centro sociale Pedro, che aveva lo scopp dichiarato di impedire la prima, si svolga in un punto abbastanza sicuro per evitare scontri. Si può disquisire all’infinito sul valore politico dell’iniziativa del partito neo-fascista, ma nel contesto padovano bisogna ricordare che non solo non ha nessun rappresentante all’interno delle istituzioni, ma soprattutto non ha seguito elettorale, tanto che alle ultime elezioni nemmeno si é presentato (e Casapound ha preso poco meno di mille voti).

Nella maggioranza di centro sinistra che governa la città, invece, il sindaco Sergio Giordani deve fare i conti con le cambiali firmate a suo tempo con l’estrema sinistra, che hai suoi addentellati sia nella giunta che inconsiglio comunale. Non appena vedono nero, iniziano, legittimamente per carità, a scalpitare ed imbizzarrire, costringendo il sindaco e la giunta a schierarsi nella contesa ideologica. Per certi aspetti questo sarebbe anche naturale e non farebbe una piega, considerato che si deve comunque rispondere ad un certo tipo di elettorato, ma il problema nasce quando si chiede di andare oltre, arrivando quasi a violare il principio costituzionale della libertà di espressione, che la questura non può comprimere in nessun caso, tranne per comprovati motivi di pubblica sicurezza. Fassari, sistemando le due manifestazioni a distanza per l’appunto di sicurezza, ha tutelato il diritto di tutti senza violare la libertà di nessuno.

E’ già accaduto non troppo tempo fa quando la casa comunale diventò cassa di risonanza per contestare il provvedimento di “fogli di via” firmato proprio dalla questura e destinato ai facinorosi degli scontri con la polizia del luglio 2017. E’ notizia di pochi giorni fa che proprio il Tar ha rigettato il ricorso contro i fogli di via dando così ragione al questore. Ora, il sesto senso democristiano di Giordani dovrebbe imporgli di dare un freno alle frange radicali, soprattutto se come dice lui vuole la serenità dei padovani, i quali non hanno certo bisogno di rivivere il passato fatto di lotte tra opposti estremismi. Aprire uno scontro istituzionale con il questore non è il massimo per chi si è sempre dichiarato fuori da ogni logica di partito e afferma quotidianamente che «Padova è una città sicura».

(ph: Facebook – Sergio Giordani)