Omosessualità e aborto, la “natura” é sempre innocente

Un lettore: «io, cattolico, contro il fanatismo del Congresso di Verona». La risposta: tutti devono poter dire la loro. Ma unioni civili e legge 194 vanno bene così come sono

Gentile direttore,
seguo il giornale web che dirige da un po’ perché ci trovo opinioni che non trovo da altre parti, spesso interessanti. Non ne ho trovato però nessuna che condannasse senza se e senza ma, come io credo sia giusto, il convegno di fanatici a Verona, e lo dico da cattolico praticante. Ma non fanatico, e che non ha votato Di Maio. Sui diritti dei fratelli (sì, fratelli) omosessuali e sulla legge sull’aborto (che è peccato, ma un peccato non può essere reato) non trova che esagerino, parlando di “natura” e di “omicidio” così brutalmente? E non si é fatto troppo rumore attorno a questa iniziativa, mentre su tante altre c’è il silenzio o quasi?
Saluti cristiani (ma senza fanatismi).
Fulvio Sandri

Caro Sandri,
gli anatemi, le condanne “senza e senza ma”, sanno sempre un po’ di fanatismo. Sul Congresso Mondiale delle Famiglie, prodotto di marca Usa che chiude oggi i battenti a Verona, abbiamo cercato di dare una panoramica il più possibile inclusiva dei punti di vista più vari, come facciamo di solito su tutto. Le nostre “firme” hanno detto la loro in coscienza, come sempre. Il fatto che ne sia tanto parlato é spiegabilissimo: le idee radicali fanno sempre più notizia. Questo, a mio avviso, é un bene perché la democrazia serve proprio a questo: a dare la libertà di esprimersi al conflitto più aspro senza, e sottolineo senza, imbavagliare nessuno, e quando dico nessuno dico proprio nessuno. Venendo al merito. Personalmente, a me non pare scorretto parlare di “natura”, ma trovo limitata quella brandita come una clava dai paladini cattolici della famiglia tradizionale (ma di quale tradizione? quella della famigliola mononucleare borghese, o della famigliona allargata pre-moderna, comandata dal patriarca ma gestita dalla matriarca?). Prendiamo l’omosessualità. Secondo loro, cioé secondo la Chiesa (quindi, mi risulta, anche secondo Lei che si professa credente e praticante), se praticata sarebbe contraria alla «legge naturale», e perciò andrebbe compressa in una impossibile e, scusi, inumana castità, salvo non discriminare, anzi trattare rispettosamente e con «compassione» (sic) chi vi inclina. Non sono un esperto di niente – tanto è vero che faccio il giornalista – ma osservo che tale inclinazione viene esercitata da quando esiste l’uomo. L’amore omo, molto semplicemente, a me sembra una variante della natura sessuale: non equivale a scegliere come si sceglie che vestito mettersi appena svegliati o per uscire la sera, é frutto della storia personale, ed é innocente. Innocente come la natura. E la natura é bella perché varia, no? Evidentemente non possono serenamente pensarla così gli omosessuali sfrenati ma neganti l’evidenza che abbondano nelle schiere della Chiesa. Sui diritti, vanno benissimo quelli tutelati dalle unioni civili, ma ho fortissimi dubbi sul prossimo passo: considerare equiparabile una coppia omosessuale a una coppia eterosessuale nel ruolo, delicatamente psicologico, di padre e madre. Personalmente, non credo che la nostra inestirpabile parte biologica e inconscia (ovvero, perdoni la ridondanza, naturale) possa essere ignorata così a cuor leggero, in quella funzione – ci risiamo – naturale che é l’essere genitori. Il che non esclude di prevedere eccezioni per gli orfani, mentre diverso è affittare una donna, o meglio il suo utero, per prenotarsi un bambino sfogliando il catalogo. Infine, l’aborto: un cattolico timorato potrebbe arricciare il naso di fronte al paragone con l’omicidio, stilisticamente forse troppo hard, ma nella sostanza – parola-chiave usata da Bergoglio e Parolin su Verona – questo é. Per un cattolico dell’anno 2019, perché se si va a studiare un po’ si scopre che la Chiesa nella sua storia é stata ondivaga su come e quando esso sia o non sia lecito. Per me, nel mio micro, é una possibilità dolorosa che deve restare garantita. Un reale pericolo in questo senso non c’é, almeno fino a quando non si formerà una maggioranza che su queste basi avanzerà la proposta – che non risulta essere stata formulata neanche da parte dei congressisti, salvo qualche voce estrema – di modificare in senso restrittivo la legge 194. Ma il cattolico medio é ormai troppo laico e post-moderno per dar retta ai suoi fratelli integristi. Saluti pagani.

(ph. William Adolphe Bouguereau, La giovinezza di Bacco, 1884)