Sboarina: «Di Maio ha insultato Verona, meriterebbe Daspo»

«Se per il vicepremier Luigi Di Maio, Verona è una città di sfigati e fanatici solo perché ha ospitato il Congresso della famiglia, allora lo invito a non venire in città nemmeno fra pochi giorni quando ha in programma la sua visita al Vinitaly. Può andare da un’altra parte a fare la sua passerella elettorale, visto che la città è la stessa che lui ha insultato. E il Comune di Verona che ha co-organizzato il congresso è lo stesso che è socio di maggioranza in fiera. Se esistesse il Daspo urbano per le offese arrecate, a Verona Di Maio lo rischierebbe». Così, il sindaco Federico Sboarina, al termine della tre giorni del Congresso mondiale delle famiglie.

«Finora, non ho detto nulla perché, da sindaco, avevo questioni più importanti, come la sicurezza e vivibilità della città. Tutto è andato bene e adesso è il momento della verità. Per ribadire che sul Congresso, come volevasi dimostrare, è stata costruita una enorme macchina del fango che ha avuto il sopravvento con le fake news nei confronti del congresso stesso, dei suoi partecipanti e della città intera. Invece, nessun relatore imbarazzante e nemmeno nessuna caccia alle streghe. La città è stata insultata anche da politici locali che, vergognosamente, hanno utilizzato il Congresso per attaccare solo per fini politici, per un proprio tornaconto da orticello politico. Come amministrazione abbiamo, per senso di responsabilità, sempre mantenuto i toni bassi ciò che, invece, altri non hanno voluto fare», conclude Sboarina. (a.mat.)

(ph: imagoeconomica)