Siccità, agricoltori padovani costretti a irrigazione di soccorso

Agricoltori padovani costretti all’irrigazione di soccorso nei campi nei primi giorni di primavera. Chi può accedere con le pompe ai corsi d’acqua e alle canalette di irrigazione sta bagnando la campagna assetata dalla prolungata siccità. Il mais seminato di recente fatica a crescere e anche la barbabietola è in difficoltà. Problemi anche per il grano e pure nei vigneti. «Siamo reduci – osserva Coldiretti Padova – da uno degli inverni più avari di precipitazioni degli ultimi anni e anche il mese di marzo, dopo un febbraio quasi a secco, si è chiuso senza piogge significative. I dati dell’Arpav parlano chiaro e tracciano un quadro drammatico: l’ultima perturbazione che ha portato più di 20 millimetri di pioggia in buona parte della provincia risale esattamente a due mesi fa, il 2 febbraio scorso, dopodiché appena una manciata di giorni con le classiche ”due gocce” d’acqua, l’ultima il 25 marzo scorso».

La centralina di Legnaro, ad esempio, ha misurato 5,2 millimetri di pioggia la scorsa settimana, altri 2,8 il 18 marzo, appena 1,6 il 4 marzo e poi una serie sconfortante di zero fino ai primi di febbraio. Non a caso anche nel Piovese in questi giorni gli agricoltori stanno irrigando decine di ettari di coltivazioni a pieno campo, con la speranza di salvare il raccolto in attesa della pioggia. «In questa fase l’acqua è indispensabile – spiega Elena Pieropan, imprenditrice agricola di Ponte San Nicolò, consigliere di Coldiretti Padova e Donne Impresa – a partire dal mais che altrimenti non cresce. I germogli spuntati nei giorni scorsi rischiano di seccarsi perché non dispongono ancora di un apparato radicale in grado di ancorarsi e di assorbire acqua dal terreno inaridito. Quindi in mancanza della pioggia dobbiamo ricorrere ai getti almeno una volta, proprio per consentire ai germogli di sviluppare le radici e di “partire”».

«Il vento di questi giorni, poi, ha complicato la situazione per il mais ma anche per la barbabietola, già spuntata dal terreno ma minacciata dalle erbe infestanti che ne pregiudicano la crescita e che proliferano proprio nelle settimane secche perché senza pioggia non possiamo ricorrere al diserbo. Ora – aggiunge Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova – non resta che sperare nella pioggia prevista da giovedì e anche nella neve in montagna perché c’è bisogno di fare scorta per l’estate, altrimenti ci troveremo in grande difficoltà. Ormai è una sorta di ”mantra” che ripetiamo da tempo perché i cambiamenti climatici, ormai un dato di fatto, ci impongono di gestire con estrema attenzione la risorsa acqua, ottimizzando strumenti come la rete irrigua e programmando, con i Consorzi di Bonifica e la Regione, interventi strutturali per organizzare bacini in grado di creare una scorta d’acqua nei periodi di siccità e vasche di espansione in caso di precipitazioni intense. Dobbiamo intervenire anche dal punto di vista agronomico, favorendo lo sviluppo di coltivazioni resistenti alla siccità e promuovendo tecniche in grado di gestire al meglio e senza sprechi la risorsa acqua».

(Ph. Shutterstock)

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