Europee, Variati molla: «mi ritiro, troppi candidati»

«Devo fare un annuncio importante. Ho comunicato poco fa il ritiro della mia disponibilità a correre per le Europee». Inizia così il post pubblicato poco fa su Facebook dall’ex sindaco di Vicenza Achille Variati (Pd) che definisce questa decisione «sofferta ma presa per il bene del Veneto» anche se «può sembrare un paradosso». Variati, infatti, sottolinea di non essersi autocandidato ma di aver ricevuto «diverse sollecitazioni a mettermi a disposizione, dai livelli nazionali, regionali, territoriali del partito». Disponibilità che lui aveva dato ad una sola «ma decisiva» condizione: «quella che il Veneto si ritrovasse attorno a un nome principale da proporre, evitando di disperdere la propria forza tra i diversi rivoli di troppe candidature concorrenti di primo piano».

Il motivo di questa richiesta è che «il PD, alle prossime elezioni europee, eleggerà plausibilmente tre europarlamentari nel collegio Nordest, che comprende Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige. Essendo ormai scontata la scelta per il capolista di una figura nazionale, come quella di Calenda, e considerata la maggiore forza elettorale del PD in Emilia, il Veneto aveva e ha la necessità assoluta di concentrare i propri sforzi attorno a una sola figura di peso. Il rischio, mortale, è lasciare una delle regioni più produttive e innovative d’Europa senza un rappresentante progressista in quell’Europarlamento che avrà un compito cruciale nei prossimi anni».

«Il partito regionale – continua l’esponente dem – ha preferito non fare questa selezione, inviando a Roma ben sei candidature per il Veneto. Tre, addirittura, dalla provincia di Vicenza. In queste condizioni, i candidati veneti finirebbero per cannibalizzarsi, mancando l’obiettivo di eleggere un rappresentante della nostra regione a vantaggio delle altre aree del collegio elettorale. Per questa ragione – conclude Variati – ho comunicato alla segreteria nazionale e a quella regionale del PD la mia scelta di fare un passo indietro. Per il bene della nostra terra, non solo a parole ma nei fatti». (a.mat.)

(ph: imagoeconomica)