Polemica su questore, CS Pedro: «Lorenzoni dica da che parte sta»

Il centro sociale Pedro risponde con un lungo post su Facebook alle dichiarazioni di oggi del vicesindaco di Padova Arturo Lorenzoni che ha difeso il questore e la sua decisione di concedere l’autorizzazione al corteo di Forza Nuova e che ha attaccato gli attivisti che «dovevano rispettare determinate prescrizioni e non l’hanno fatto» (clicca qui per leggere).

«Lorenzoni si richiama alla “ragionevolezza” che secondo lui avrebbe evitato la situazione che si è creata venerdì – scrive il centro sociale -. Bene caro Lorenzoni, forse la ragionevolezza è quella che il questore Paolo Fassari avrebbe dovuto utilizzare per vietare un corteo di un gruppo dichiaratamente fascista e xenofobo (come tra l’altro la stessa Giunta aveva suggerito, e come d’altra parte accaduto una settimana prima a Milano)? Forse la ragionevolezza è quella che il questore Fassari avrebbe dovuto usare garantendo a chi non poteva tollerare questo sfregio alla città di manifestare liberamente e non rinchiusi in una piazza? Forse è quella che il questore Fassari avrebbe dovuto utilizzare impedendo ai suoi uomini, visivamente eccitati, di partire con una carica a freddo violentissima contro donne e uomini che procedevano a mani alzate?».

«Nelle parole del vice sindaco non leggiamo nulla di tutto questo – continua il Pedro -. Per Lorenzoni il problema è che la piazza antifascista doveva rispettare le prescrizioni. Evidentemente il suo punto di vista è prettamente tecnico e chi lo mette in discussione sbaglia a priori. C’è un problema di fondo in questo ragionamento: non tiene conto delle condizioni materiali della città. Padova rigetta la presenza e la presa di parola di fascisti più o meno camuffati da antiabortisti, di reazionari che riconoscono unicamente le decisioni assunte dalle “autorità”».

«Il divieto era quindi doppiamente ingiusto – afferma il centro sociale -. E di fronte a un divieto ingiusto non è giusto disobbedire? La storia dell’Occidente europeo, sempre decantata quando si tratta di “garantire” anche ai nazi-fascisti il diritto di manifestare, non è forse forgiata sulla disobbedienza a leggi ingiuste e ai soprusi? Allora vicesindaco da che parte sta? Di sicuro non dalla parte delle cittadine e di cittadini (ridurre quella piazza ad attivisti del centro sociale Pedro e di ADL Cobas ci pare a dir poco miope), che hanno esercitato collettivamente, senza paura, un loro diritto perchè lo ritenevano giusto. Ci pare una presa di posizione che riflette l’inadeguatezza del ruolo politico (prima che istituzionale) che lei dovrebbe avere». (a.mat.)

(ph: Facebook Pedro Centro Sociale Occupato)