Autonomia, Zaia: «non spaccherà Italia, divario esiste già»

Il presidente del Veneto Luca Zaia, nel suo discorso durante l’audizione di fronte alla Commissione parlamentare sul federalismo fiscale ha attaccato chi paventa che mediante l’autonomia si voglia spaccare l’Italia, introducendo
divari inaccettabili tra diverse aree del Paese. «Voglio evidenziare che, già oggi, in Italia abbiamo importanti situazioni di divaricazione in termini di servizi al cittadino. Il divario può essere causato, e lo è stato finora, non da una diversa distribuzione di risorse, ma, oltre che da fattori di contesto, anche da una diversa capacità di spendere le risorse. Ecco perché appare miope, oltre che ingannevole nei confronti dei cittadini, sostenere che, poiché è difficile migliorare e ridelineare l’attuale sistema, allora è meglio che rimanga tutto così».

Zaia ha proseguito dicendo: «appare indispensabile abbandonare la logica dei tagli lineari alla spesa degli Enti territoriali, che non tiene conto di alcun criterio di buona amministrazione. E’ necessario tagliare solo la spesa improduttiva e inefficiente, consentendo invece alle amministrazioni virtuose di fare investimenti utili e di attuare politiche che imprimano una spinta positiva all’economia, con un beneficio per tutto il Pil nazionale, non solo delle Regioni interessate». Il presidente del Veneto ha poi auspicato che «laddove le risorse non risultino bene utilizzate, laddove la gestione risulti inefficiente, vi sia una maggiore presenza dello Stato. E’ solo combattendo la scarsa efficienza che si può giungere ad offrire parità di condizioni a tutti i cittadini, non certo impedendo alle realtà virtuose di migliorare ancora le loro prestazioni».

«In un contesto economico come quello attuale, appare infatti urgente e necessario introdurre una logica meritocratica – conclude Zaia – che induca però una logica di attenzione alla qualità della spesa e dell’utilizzo delle
risorse di tutti, e consenta alle realtà territoriali che ne sono in condizione di porre in essere politiche pubbliche maggiormente orientate alle istanze provenienti dal tessuto socio-economico». (a.mat.)

(ph: imagoeconomica)