Compagni, pensavate davvero che Lorenzoni fosse un antagonista di piazza?

L’uscita a difesa del questore da parte del vicesindaco di Padova non deve stupire. Tutta la giunta Giordani, del resto, è fondata sul compromesso. Ma in questo caso, istituzionalmente corretto

Nel pomeriggio di venerdì scorso, il centro di Padova è stato teatro di gravissimi scontri tra la Polizia ed i centri sociali. Motivo: l’autorizzazione del questore Paolo Fassari a Forza Nuova a sfilare contro l’aborto. Fatto inaccettabile per chi, come gli antagonisti del centro sociale Pedro, ha fatto dell’antifascismo una ragione di vita.

L’eco dei tafferugli ha inevitabilmente coinvolto la giunta Giordani, sorretta da una maggioranza che ha ottenuto la vittoria anche grazie alla sinistra più estrema. Proprio questa parte che ha come esponenti in Comune tre consiglieri, Daniela Ruffini, Stefano Ferro e Roberto Marinello, si è riconosciuta nel progetto di Coalizione Civica, che, sostenendo l’attuale vicesindaco Arturo Lorenzoni, aveva basato tutto sulla partecipazione e sulla condivisione come metodo di azione politica. Questi quasi due anni sono passati in maniera abbastanza tranquilla, certamente con qualche svarione, scaramuccia e bega, superate grazie anche alle doti “democristiane” del sindaco Sergio Giordani, consigliato dal portavoce-ombra Massimo Bettin, che è un vero maestro nel creare equilibri e sintesi tra le “anime diverse” di una maggioranza così variegata.

Questa convivenza forzata viene messa a dura prova però quando si tratta di andare a toccare le radici ed i principi della sinistra radicale, affiorate proprio negli scontri di venerdì pomeriggio, contro l’odiato questore. Il riassunto di ciò, tradottosi in un duro comunicato dove la stessa Coalizione Civica giudicava «inadeguato» l’operato del Questore, ha fatto emergere in un sol colpo tutti i dubbi e le contraddizioni di questa formazione composita e litigiosa. Proprio da queste posizioni estreme, apparentemente a sorpresa, ha preso le distanze Lorenzoni, che di fronte all’attacco a un istituzione terza come la Questura, ha voluto dire la sua mostrando una netta indipendenza dalle frange più agitate. A stretto giro di posta il Pedro ha sancito la fine della luna di miele con Lorenzoni, in pratica non considerandolo più il proprio riferimento politico in giunta. Viene da domandarsi com’è possibile che abbiano potuto considerarlo dei loro anche prima, dato il profilo sostanzialmente moderato del professore-vicesindaco.

La vera novità sta nell’uscita di Lorenzoni, che pur avendo contro tre consiglieri di maggioranza, ha scelto di rivendicare una politica di equilibrio, che fra l’altro gli ha permesso di avere un consenso così alto alle ultime elezioni. Probabilmente per lui è finito il tempo di rodaggio con le dinamiche della politica, e da oggi potrebbe davvero scoprire fino in fondo le sue carte davanti ai padovani.

(ph: imagoeconomica)