Siccità in Veneto, piano Regione: 24 cantieri per 161 milioni

Per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e la siccità, dall’anno scorso la Regione Veneto ha messo in campo un cospicuo investimento finanziario al fine di ottimizzare la rete irrigua. In questi giorni hanno aperto o stanno per aprire 24 cantieri in tutta la Regione, esclusa la provincia di Belluno. Complessivamente sono in programma opere per 161 milioni di euro: si tratta di interventi di ampliamento degli invasi, di ristrutturazione di condotte, di ammodernamento degli impianti irrigui, di ripristino della funzionalità delle derivazioni irrigue o di sostituzione di quelle contaminate o inefficienti, di realizzazione di barriere contro la risalita del cuneo salino.

«Grazie ai progetti esecutivi predisposti dagli 11 consorzi di bonifica – sottolinea l’assessore regionale all’agricoltura e alla bonifica Giusepe Pan – il Veneto è riuscito ad aggiudicarsi quasi metà dei finanziamenti del piano irriguo nazionale. Un risultato di grande rilevanza, al quale spero seguano in futuro nuovi e ulteriori finanziamenti necessari per dare continuità al piano strategico regionale di ottimizzazione della risorsa idrica a scopo civile, agricolo e ambientale». Le aree oggetto degli interventi più consistenti del piano 2019 sono il bacino del Bacchiglione e del Brenta (che interessa le province di Padova e Vicenza) dove sono in via di realizzazione opere per 66,3 milioni, e la gronda lagunare veneziana, con cantieri per 33,9 milioni. Seguono il Polesine, con 23,1 milioni di investimenti e Treviso, con opere per 17,6 milioni.

L’intervento più consistente, che prenderà avvio il 12 aprile e richiederà oltre 20 milioni di spesa, è il nuovo rivestimento di 4,6 chilometri nel tratto veronese del canale Leb, che rappresenta la spina dorsale del sistema irriguo veneto. Dei 161 milioni, 93 provengono dal Piano di Sviluppo Rurale Nazionale (PSRN) gestito dal Ministero delle Politiche Agricole, 23,5 milioni dal Piano Invasi del Ministero Ambiente e Ministero delle Infrastrutture e Trasporti) e 45 milioni dal Fondo per le infrastrutture strategiche gestito da Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero Economia e Finanza.

«I 24 cantieri rappresentano solo l’avvio del piano strategico complessivo per strutturare dal punto vista irriguo il territorio veneto», osserva l’assessore. Il fabbisogno complessivo quantificato dai tecnici dei Consorzi per completare le infrastrutture irrigue nei 600 mila ettari del territorio di bonifica del Veneto ammonterebbe a circa 3,5-4 miliardi di euro. «Serve quindi un grande investimento, costante e prolungato negli anni, che può essere affrontato solo con risorse nazionali ed europee», conclude l’assessore Pan, che lancia un appello ai cittadini. «L’acqua sarà sempre più un bene prezioso e limitato: dobbiamo tutti imparare a farne un uso intelligente, controllando i consumi ed evitando gli sprechi, anche nell’uso domestico». (r.a.)

(Ph. Shutterstock)

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