Ucciso perchè sorride, omicida doveva essere in carcere. Giudice si scusa

L’omicida dei Murazzi del Po, che ha ucciso un ragazzo perchè sorrideva, non doveva essere libero. Said Mechaquat, 27enne marocchino ritenuto responsabile della morte di Stefano Leo, quel maledetto giorno in cui lo colpì con una coltellata fatale doveva infatti trovarsi in carcere come ammette lo stesso presidente della Corte d’Appello di Torino Edoardo Barelli Innocenti. «Partecipo al dolore della famiglia di Stefano Leo, anch’io ho un figlio e se mi fosse accaduta una cosa così sarei mortificato. Se mi verrà chiesto sono pronto ad incontrarla ma la cancelleria ha come input quello di far eseguire le sentenze più gravi».

«Nel caso del 27enne la sospensione della pena non c’era e l’ordine di carcerazione doveva essere emesso ma se negli uffici c’è carenza di personale non è solo colpa nostra – continua Innocenti -. Sono qui a prendermi i pesci in faccia, come è giusto che sia, ma non si può scrivere la colpa è solo dei magistrati, stiamo facendo il possibile per ridurre gli arrestati. Non è neanche giusto distinguere tra magistrati e cancelleria, la massa di lavoro da smaltire è tale che il ministero della Giustizia dovrebbe provvedere ad assumere cancellieri e assistenti perché è quello di cui abbiamo bisogno. Quando c’è un problema ci si mette intorno a un tavolo perché questo non accada più e anche questa sarà l’occasione perché una simile vicenda non capiti più ma con le attuali forze non posso garantire che questo non accada e lo dico con il cuore infranto».

Intanto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha già inviato gli ispettori per capire cos’è accaduto. «Chiedo sempre all’ispettorato di procedere immediatamente. Già stamani l’ispettorato del ministero si è attivato proprio con la massima tempestività possibile proprio perché dobbiamo verificare quello che è accaduto». (a.mat.)

Fonte: Adnkronos

(ph: shutterstock)

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