Pivetti a Montecchio: dialogo tra natura e cultura

Le opere del pittore e architetto vicentino sono tasselli in movimento. Spicca il contrasto tra rigore costruttivo e libertà creativa

La nuova stagione espositiva della Galleria civica di Montecchio Maggiore si è aperta con la rassegna Un architetto ridisegna il mondo a colori, dedicata per la cura di Giuliano Menato a Pierdavide Pivetti, architetto pittore di lunga esperienza. Pivetti riceve le prime nozioni di pittura alla scuola di Otello De Maria e completa la sua formazione all’Accademia delle Belle Arti di Venezia seguendo nel 1970 i corsi di Giuseppe Santomaso; nel contempo si laurea all’Istituto di Architettura di Venezia.

L’esercizio delle due pratiche parallele copre l’intero arco della sua attività professionale, secondo un duplice percorso esistenziale sotteso dal dialogo tra rigore costruttivo e libertà immaginativa. L’impegno artistico vi interpreta sin dagli inizi un ruolo rilevante, come provano le esposizioni che si susseguono regolarmente dal 1974 ad oggi, accompagnate dall’attenzione della critica e dalla stima di personalità della cultura. Licisco Magagnato e Neri Pozza gli sono stati amici preziosi. Il nutrito corpus di creazioni recenti su tavola e carta documenta in tutta evidenza lo slancio emotivo che innerva la pittura di Pivetti. Caratterizza il suo fare l’intimo legame con i luoghi della quotidianità, la città, il paesaggio di colli e campi e il trascorrere delle stagioni su ogni cosa, una prossimità affettiva che di quadro in quadro si traduce compiutamente in un totalizzante sentimento del colore, con esiti non di rado sorprendenti, tutti giocati tra percezioni visive e principi astratti.

Lungo un tracciato colmo di vibrazioni improvvise l’artista costruisce così un percorso scandito dall’enfasi di intrecci cromatici alimentati da un flusso continuo di memorie, evocazioni ed emozioni. Il suo cromatismo denso e fervido come materia vivente anima opere che rinviano a un’idea di realtà divenuta sostanza interiore, da restituire allo sguardo attraverso un concertato di accordi vivaci e perentori contrasti, dai fasti del sole estivo al chiarore della neve sui colli, dall’oscurità segreta dei giardini alla variopinta molecola di un Divenire simbolico e inquietante. Particolarmente sentito è il tema della città, che Pivetti offre in un personale caleidoscopio carico dell’intera gamma cromatica.

Sono opere di notevole impatto, “Il sole e la città”, “La città antica”, “Notturno sul corso”, dove s’intuiscono, pur a livello trasversale e inconsapevole, i riflessi del rapporto tra natura e cultura su cui si fonda l’arte del costruire; ma questa città non nasce dalla trasformazione tecnica e ben strutturata dello spazio naturale, è invece un luogo di appartenenza intellettuale e sentimentale sciolto da vincoli, insieme felice e drammatico. Infine, tutto l’universo evocato dal nostro pittore appare come uno sconfinato gioco pittorico: ogni quadro ne è un tassello in movimento, stralcio forse utopico di una realtà immaginaria ordita dal pennello tra luci e ombre, illusione e verità.

(Foto: Estate, 2012 – acrilico su tvola 100 x 90 cm – Pierdavide Pivetti ph. Comune di Montecchio Maggiore)