Migranti, Vasco: «sbagliato criminalizzarli»

Dal capitano Salvini al Komandante Blasco. Il rocker di Zocca Vasco Rossi in una lunga intervista all’inserto di Repubblica Robinson ha toccato vari temi. Ha parlato dei suoi idoli musicali (tra cui De André e Battisti), delle sue letture (Proust e Schopenhauer) e anche dell’immigrazione, tema da lui affrontato in maniera allegorica nel brano del ’96 “Mi si escludeva”. «È un fenomeno complesso: io la capisco la paura per il diverso. Ce l’ho anch’io, come tutti – ha detto Vasco – ma bisogna andare oltre il rifiuto. Attraverso il ragionamento bisogna trovare regole comuni e il modo di convivere.Questo pensiero che adesso domina fa paura».

«Quando ti senti escluso è una sensazione terribile. Bisogna mettersi in quei panni. Se uno fugge da un luogo ha già un problema e tu cosa fai, lo criminalizzi? Questo per me è sempre il modo sbagliato. Ma attenzione io non faccio politica perché la politica non la devo fare io e odio i discorsi da bar. Però credo nei principi, nell’etica, nella complessità del ragionamento. Ecco – conclude – credo che la politica serva a questo, a fare dei ragionamenti che portano alla soluzione dei problemi. Dobbiamo essere meglio del nostro istinto». (t.d.b.)

(ph: Marianno Montella – Shutterstock)

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