Verona, addio Ikea: «troppa burocrazia»

Polemica a Verona per la notizia sull’intenzione di Ikea di abbandonare il progetto di aprire un centro a Verona, a causa dei ripetuti ritardi e dei relativi adempimenti burocratici. «Il Comune ha giocato male una partita strategica per l’intera area veronese. Ora si torna al punto di partenza per il futuro della Zai», commenta la vicecapogruppo del Pd in Consiglio regionale Orietta Salemi.

«Purtroppo a nulla è servita la disponibilità dei consiglieri veronesi in Regione per ricucire la trattativa diplomatica con Ikea – sottolinea Salemi – Il Consorzio Zai si trova a ricominciare tutto da capo per lo sviluppo dell’area della Marangona e manca oggi di risorse economiche e finanziarie per partecipare al progetto di Rfi del nuovo terminal ferroviario collegato al traforo del Brennero. Un progetto che ha un costo di circa 100 milioni e che porta con sé alcune domande: il Comune partecipa a un’opera così strategica per Verona? E il piano di infrastrutture correlato chi lo sostiene?».

Secondo Salemi con l’abbandono di Ikea «siamo tornati all’anno 0 e questo perché il Comune, di fronte a un’opera destinata a cambiare lo sviluppo della città, è rimasto tentennante. Le chiusure prima e le retromarcia poi da parte dell’amministrazione Sboarina hanno alimentato un clima di incertezza e sfiducia che non è certo alleato di buoni affari. Occorreva una trattativa aperta, giocata al rilancio, ma soprattutto quella determinazione che avrebbe evitato di buttare via troppi mesi per una partita così strategica per l’intera area veronese».

In una nota, in una nota il consigliere regionale Stefano Casali (Centrodestra Veneto) commenta: «da più di un anno c’era la disponibilità della Regione Veneto, manifestata pubblicamente anche dal governatore Zaia in interviste pubblicate sui più importanti quotidiani locali, di affrontare tutte le possibili tematiche per lo sviluppo del progetto la cui sovranità di scelta è sempre spettata al Comune di Verona».

«È stata poi totalmente ignorata – prosegue Casali – la disponibilità di tutti i consiglieri regionali veronesi che avevano manifestato la volontà di contribuire e adoperarsi per non perdere questa opportunità di creare posti di lavoro, circa un migliaio, ed investimenti in un periodo di grave crisi economica. È un vero peccato – conclude Casali – che sia andata così per tutto il territorio scaligero». (r.a.)

Fonte: Adnkronos
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