Veneto Banca, restano 4 indagati

La Procura di Treviso ha chiuso il primo filone d’indagine sul crac di Veneto Banca, relativo alle accuse di ostacolo alle funzioni di vigilanza, aggiotaggio e falso in prospetto. Come riporta Giorgio Barbieri su la Tribuna di oggi, il sostituto procuratore Massimo De Bortoli, che coordina le indagini, è pronto a chiedere il processo per l’ex amministratore delegato Vincenzo Consoli, l’ex presidente Flavio Trinca, l’ex condirettore generale Mosè Fagiani e l’ex responsabile della Direzione Centrale Stefano Bertolo. A Trinca e Consoli (in foto) vengono contestati l’ostacolo alla vigilanza e l’aggiotaggio. Al solo Consoli viene contestato anche di aver ostacolato gli organi di vigilanza. Mentre per Fagiani e Bortolo, in concorso con l’ex ad, la Procura contesta il reato di falso in prospetto.

Chiesta l’archiviazione per altre sette persone, manager, imprenditori e membri del consiglio sindacale, indagate per ostacolo alla vigilanza e rinviate a giudizio dalla Procura di Roma: Flavio Marcolin, Pietro D’Aguì, Gianclaudio Giovannone, Massimo Lembo, Renato Merlo, Diego Xausa e Michele Stiz. A scagionarli, la consulenza tecnica che ha accertato come alcune operazioni non comunicate avessero importi contenuti (dai 5 ai 35 milioni di euro) rispetto ai 2 miliardi del patrimonio di vigilanza, risultati ininfluenti ai fini di un intervento di Banktalia.

(Ph. Imagoeconomica)