Banche, Intesa: «risparmiatori truffati? Scarsa formazione finanziaria»

La vendita fraudolenta di prodotti finanziari a clienti non adeguatamente informati dei rischi, il cosiddetto “misselling“, «è stato possibile per l’insufficiente formazione dei consumatori. La maggior parte di chi ha perso risparmi è stata attratta dalla redditività dell’investimento, per cui è stato facile far accettare un investimento ad alto rischio di cui i clienti non sono stati avvertiti». Lo dice Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo (in foto), rispondendo alla stampa a margine della conferenza sui primi sei mesi dell’iniziativa “Save”, progetto itinerante di educazione finanziaria e sostenibilità per le scuole.

Adesso, spiega Gros-Pietro, «ci sono due cose da fare: rimborsare i risparmiatori truffati e, con una visione più a lungo termine, lavorare sull’educazione finanziaria per evitare che si ripetano» simili situazioni. «Noi – aggiunge – vogliamo costruire una competenza finanziaria. Per i risparmiatori truffati c’è un problema di rapidità del rimborso. Una piccola parte di chi ha investito – conclude il presidente di Intesa Sanpaolo – lo ha fatto consapevolmente e se è andata male è ingiusto che a pagare il conto siano i contribuenti. Il problema che il governo sta cercando di risolvere è proprio quello di distinguere la grande maggioranza dei truffati dagli investitori ad alto rischio. La via che stanno intraprendendo è l’unica possibile». (r.a.)

Fonte: Adnkronos

(Ph. Imagoeconomica)