Di-vino apparve e fu subito festa

Se l’acqua non ha storia, il vino, che immette nelle vene forza, salute e allegria, ha avuto una rilevanza innegabile nella storia dell’uomo. A partire da 50 milioni di anni fa proprio nel Veronese…

(In foto: Marilisa Allegrini e la sua Poja)

Occorre prendere l’avvio, per raccontare la storia del vino, dal momento in cui la “vite madre” viene datata, da illustri studiosi italiani, a ben cinquanta milioni di anni fa. Profondi studi paleobotanici sono stati eseguiti nel territorio veronese da Abramo Massalongo, il quale scoprì intorno al 1850 a Borca (Vr), negli strati calcarei dell’Ecocene, le antichissime ampelidee fossili che sono le antenate delle viti selvatiche e di conseguenza della vite vinifera vera e propria.

Quando arrivò l’uomo, il Signore Iddio aveva già provveduto a creare il sole, l’acqua, le foreste, le piante, gli alberi da frutto, la fauna terrestre, i pesci del mare e gli uccelli dell’aria, affinché la propria creatura avesse di che nutrirsi per poter procreare e diffondere la specie.

Da tutto questo si può arguire quanta importanza abbia avuto il vino nella storia dell’umanità, se gli studiosi di sempre hanno dedicato parte del loro tempo prezioso ad interessarsi a questo genere di pianta particolare e, soprattutto, al suo prodotto che fu esaltato fin dai primi albori della vita dell’uomo, in qualsiasi parte della terra si trovasse e qualsiasi fosse il suo modo di vivere, la sua fede, il suo pensiero. Se l’acqua non ha storia poiché il Signore l’ha creata subito dopo la luce e prima di ogni altra cosa, ben sapendo che senza di lei la Terra muore con il suo carico
animale e vegetale, il vino ha sempre avuto una funzione ben determinata per l’uomo, poiché gli immette nelle vene forza, salute ed allegria. La sua storia è piacevole e serena e non c’è popolo al mondo che non gli abbia dedicato grande attenzione, inserendolo nella vita quotidiana, esaltandolo con la poesia, cantandolo con la musica, narrandolo con la prosa, ritraendolo in pittura.

Rientrato da Vinitaly e da VinNatur mi sono chiesto come avrebbe abbinato Claudio de La Bottega i suoi cicchetti e stiamo ancora adesso continuando gli assaggi perché di idee ne abbiamo molte ma non abbiamo ancora deciso e forse questa è la scelta migliore, non compiere scelte definitive ma provarli tutti e con gioia. In vino veritas.

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