«Rimborsi banche, proposta governo sbagliata: reddito non conta»

Egregio direttore,

Le scrivo per esprimere il mio disappunto e la mia contrarietà alla proposta contenente le norme per i rimborsi per i soci delle ex banche popolari venete (Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza). Che pare per fortuna non vedrà la luce. È di tutta evidenza che le norme che si vorrebbero approvare creano due categorie di soci con lesione del diritto al risarcimento per i soci che abbiano ai fini isee un reddito superiore ai 35.000 euro o un patrimonio superiore ai 100.000 euro. Questo rimborso di fatto automatico non guarda alla data di acquisto delle azioni (potrebbero teoricamente essere state acquistate anche negli anni 60 a prezzi irrisori) o se vi sia una situazione di cosiddetto “miselling“. Guarda ingiustamente solo alla situazione reddituale o patrimoniale. Creando il rischio di ricorsi e conflitti in sede giuridica o peggio profili di incostituzionalità. Meglio sarebbe che il governo distinguesse tra soci speculatori e non. A tal proposito basterebbe semplicemente analizzare il profilo di ogni socio per evincere chi lo è o meno.

Chi ovviamente ha speculato sperando di ottenere pingui guadagni non va risarcito. Chi invece lo ha fatto con la ottica del cassettista dovrebbe essere rimborsato indipendentemente dalla situazione reddituale e evitando il ricorso ad arbitri o commissioni con l’obbligo, arduo, di dimostrare il miselling. Assurdo e foriero di potenziali gravi conflitti potrebbe essere ad esempio il caso di due soci che hanno acquistato delle azioni lo stesso anno e allo stesso prezzo presso la medesima banca ma con isee differenti. Il primo con reddito inferiore a 35.000 euro prenderebbe il 30% automaticamente, il secondo dovrebbe presentare domanda ad una commissione e dimostrare il miselling con il rischio di non vedere il becco di un quattrino. È evidente che il secondo risparmiatore/azionista sarebbe leso nel suo diritto al risarcimento con ovvio accoglimento della domanda in sede legale. Non potrebbe essere diversamente. Chiedo quindi al governo di rivedere la norma in modo da renderla equa e dare a tutti i risparmiatori (non speculatori) la possibilità di accedere al risarcimento.

Francesco Celotto
Socio Veneto Banca
ex consigliere Associazione Soci Banche Popolari