Scorzè (Ve), operaio morto per amianto: condannata San Benedetto

L’azienda di acque minerali e bibite San Benedetto è stata condannata per la morte di un ex dipendente dello stabilimento di Scorzè (Venezia), ucciso a 60 anni da un mesotelioma causato, secondo l’accusa, della presenza di amianto sul luogo di lavoro. Lo riporta Rubina Bon su La Nuova Venezia di oggi a pagina 29. Il giudice del lavoro ha fissato un risarcimento di oltre 200 mila euro ai familiari dell’uomo. Condannata anche l’Inail.

In giornata la San Benedetto ha diffuso il seguente comunicato:

«Il Gruppo San Benedetto, nel manifestare il cordoglio per la scomparsa di un suo collaboratore, esaminati i motivi della sentenza, prende atto della decisione del Tribunale di Venezia e si riserva di valutare la possibilità di ricorrere in appello. Tuttavia, è doveroso evidenziare che i fatti risalgono al periodo degli anni ’90, ed è un caso circoscritto ed isolato».

«Negli anni l’azienda ha intrapreso un percorso di bonifica ambientale e di difesa dai pericoli derivanti dall’amianto nei propri stabilimenti al fine di eliminare o comunque minimizzare la esposizione degli occupanti. Si ribadisce altresì che tutti gli impianti e processi di lavorazione aziendali sono progettati, realizzati e collaudati in conformità ai più stringenti requisiti di sicurezza previsti per legge al fine di garantire l’incolumità di tutte le persone, lavoratori e non, che quotidianamente entrano nelle strutture del Gruppo».

(t.d.b.)

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