Venezia, Regione salva ospedale civile: torna di primo livello

Dopo le polemiche per il declassamento dell’ospedale civile di Venezia la giunta regionale ha varato un disegno di legge firmato dallo stesso presidente Luca Zaia per riportarlo al primo livello. «Appena è apparso il problema, legato alla normativa nazionale sulle caratteristiche che determinano le qualificazioni degli ospedali, il DM 70/2015, meglio noto come decreto “Balduzzi” – spiega Zaia – ho chiesto un lavoro tecnico giuridico urgente, ma approfondito, per individuare una norma che risolvesse la questione, e consentisse di dare al Civile di Venezia il rango che merita. Era un impegno che avevamo preso da subito e che siamo riusciti a mantenere in fretta, trovando la chiave giuridica che supportasse il ritorno del nosocomio a Presidio ospedaliero di Primo Livello».

Ed è proprio al rispetto di quanto previsto dal DM 70, che si riferiscono le motivazioni del DDL della Giunta Regionale, la cui relazione specifica una serie di caratteristiche, previste dallo stesso decreto Balduzzi, che portano a classificare di Primo Livello l’Ospedale di Venezia. In particolare, nella relazione si evidenzia come, oltre agli 80.726 residenti, va conteggiata anche la presenza turistica giornaliera media (che arriva a 44.900 presenze in agosto) e la popolazione che si reca a Venezia per studio o lavoro (tra le 10.000 e le 20.000 persone). La sola popolazione universitaria è di circa 25.000 studenti, ai quali vanno aggiunte migliaia di lavoratori. Nella relazione si specifica inoltre che il Civile, nella scheda ospedaliera proposta nella delibera 22/2019 trasmessa al Consiglio, è dotato di tutte le specialità previste dal DM 70 per delineare una struttura di primo livello, tra le quali il Pronto Soccorso, l’Emergenza-Urgenza per le maggiori complessità e Osservazione Breve Intensiva.

L’ospedale è inoltre inserito nella reti delle patologie tempo dipendenti dell’Ictus (ospedale di primo livello in collegamento con la stroke unit di secondo livello); dell’infarto acuto del miocardio (con presenza dell’emodinamica); e del trauma (Centro Trauma di Zona). A queste motivazioni tecniche, si aggiungono le condizioni geomorfologiche del territorio di riferimento e della popolazione all’interno dello stesso, con criticità nella mobilità urbana, tali da rendere complessa la gestione dell’urgenza-emergenza, tenuto conto delle difficoltà e dei tempi dei collegamenti con la terraferma. (t.d.b.)

(ph: Unofeld 781 – Wikipedia)