Umbria, scandalo sanità: arrestati segretario Pd e assessore

È una vera e propria bomba quella scoppiata sulla presidente della regione Umbria Catiuscia Marini (in foto) . 35 persone risultano infatti indagate nell’ambito di un’inchiesta su presunte irregolarità nei concorsi per le aziende ospedaliere umbre. Sono stati arrestati e sono ora ai domiciliari il segretario del Partito Democratico umbro Gianpiero Bocci e l‘assessore regionale alla Sanità Luca Barberini, accusati di corruzione e favoreggiamento. Gli investigatori hanno seguito gli indagati per mesi, piazzando anche cimici negli uffici. Pesanti accuse emergono nelle carte del gip di Perugia. «In particolare,  – scrive il giudice – Barberini e Bocci hanno indicato i soggetti da favorire nelle selezioni pubbliche e hanno ricevuto una pronta risposta da parte del direttore generale e del direttore amministrativo, i quali hanno garantito loro la comunicazione di notizie riservate, nonché un costante impegno volto a monitorare le procedure e ad assicurare il risultato sperato».

«L’assessore regionale alla Sanità ha così condizionato 4 procedure di selezione del personale; l’allora onorevole, nonché sottosegretario all’Interno Giampiero Bocci, oggi segretario regionale del Pd, è intervenuto illecitamente in tre procedure. Proprio l’abile sfruttamento di un efficiente e solido sistema clientelare della stabile utilizzazione delle funzioni e del ruolo istituzionale rivestito per finalità illecite, convincono della necessità di una misura cautelare di tipo detentivo per fare fronte alle esigenze cautelari sopra ravvisate. Il Bocci ha comunicato al Valorosi l’esistenza delle attività di indagine precisando anche l’epoca in cui erano state attivate. E’, dunque, particolarmente elevato che egli sfruttando conoscenze acquisite nell’ambito istituzionale e in particolare tra ufficiali di polizia giudiziaria, possa porre in essere altre condotte analoghe a quelle già approfondite con conseguente pregiudizio per le indagini».

Quel che allarma il gip è soprattutto il presunto attivismo dell’ex sottosegretario all’Interno Bocci insieme a Pasquale Coreno. Dalle conversazioni tra alcuni indagati si fa cenno a «informazioni avute da Pasquale Coreno (forse da terze persone) dicendo che a sua volta, secondo altre fonti informative nell’ambito dei carabinieri che aveva
sondato era probabile che da Natale erano in corso intercettazioni che avrebbero rinnovato ogni sei mesi. Da quanto saputo dal Bocci le intercettazioni erano in corso anche all’interno degli uffici e che le spie erano state piazzate quando si presentarono i vigili del fuoco per delle verifiche concernenti l’antrace». La corruzione sarebbe provata anche da rapporti sessuali consumati negli uffici della Regione tra gli indagati e alcune candidate a ruoli dirigenziali nella Sanità umbra. Persone che non aveva precedenti legami sentimentali e quindi anche il sesso sarebbe stato usato come strumento per «un vero e proprio accordo corruttivo fondato su uno scambio tra le prestazioni sessuali e la nomina – ma il gip parla anche di – una logica tipicamente clientelare che sfugge però all’inquadramento del delitto ipotizzato».(t.d.b.)

(Fonte: Adkronos)

(ph: Imagoeconomica)