Venezia, ponte di Calatrava: addio all’ovovia taroccata

È decisamente un ponte nato sotto una cattiva stella, il quarto ponte di Venezia, l’ultimo, realizzato negli anni Duemila. Al celebre architetto non sono state risparmiate critiche feroci, i veneziani lo hanno contestato, brutto, ardito e disgraziato. Ma abbatterlo, ovviamente, non si può. Ora la Corte dei Conti ha notificato al sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, il decreto di archiviazione del procedimento per presunto danno erariale relativo all’installazione
della'”ovovia” per portatori di handicap sul ponte contestato, dando così un “nulla osta tecnico” per la sua rimozione. Nel documento i consulenti hanno evidenziato che la responsabilità è del progettista dell’infrastruttura e non del direttore dei lavori o dell’amministrazione.

Sui possibili responsabili civili il Comune lagunare potrebbe agire in sede civile. L’ovovia era stata inaugurata nel novembre 2013, oltre cinque anni dopo l’apertura del ponte “Della Costituzione” che collega piazzale Roma alla stazione di Santa Lucia. Oltre alle difficoltà tecniche e ai guasti – nel maggio 2015 due turisti americani erano rimasti bloccati per alcuni minuti sotto il sole – la sua realizzazione era costata oltre due milioni di euro, ragione che aveva portato all’indagine della magistratura contabile. Il costo per smontarla è già stato stimato in circa 40 mila euro. Per il trasporto dei disabili tra piazzale Roma e la stazione, il Comune ha deciso che potranno usare il vaporetto gratuitamente.

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(ph: Lucamato – Shutterstock)

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