«Niente Ikea a Verona? Meglio così, evitato collasso urbanistico»

Il definitivo rifiuto di IKEA di installare un proprio centro a Verona, sta suscitando una serie di commenti, di accuse e di recriminazioni, che poco hanno a che vedere con la realtà del mancato insediamento. Si stanno riproponendo le divisioni dei due raggruppamenti che si sono affrontati al ballottaggio nelle ultime elezioni amministrative. Innanzitutto va precisato che IKEA aveva ed ha vincolato l’apertura del tradizionale centro vendita di arredamenti, di circa 40.000 mq, all’autorizzazione per realizzare un mega centro commerciale da circa 80.000 mq, tre volte più grande di Adigeo perché, secondo quanto ha sostenuto ufficialmente la stessa IKEA, il centro del mobile da solo non regge e ritiene quindi necessario e indispensabile affiancarle un polo commerciale.

Va osservato che Verona con la provincia ha poco più di 900.000 abitanti, e perché gli attuali centri commerciali aperti possano sopravvivere, dovrebbero avere un’utenza di almeno 2.000.000 di unità. Se avesse aperto il polo commerciale di IKEA, probabilmente alcuni centri sarebbero stati costretti a chiudere, così come avrebbero visto diminuire il loro fatturato i pochi negozi vicinali che sono ancora rimasti aperti. Voglio ricordare che negli USA, nel 2017, hanno chiuso 9.000 centri commerciali e che nel 2018 hanno chiuso altri 12.000. Da troppo tempo, con l’abbaglio dei posti di lavoro, si consente a certi imprenditori di agire al di fuori e al di sopra delle regole, per poi far pagare a tutta la collettività le perdite, non solo economiche ma anche di salute, dopo averne privatizzato i guadagni.

Ma soprattutto, va precisato che per approvare l’insediamento IKEA, doveva essere richiesto ed accettato dalla Regione una modifica alle leggi regionali in tema di urbanistica e di commercio, oltre che alle norme sul consumo di suolo pubblico ed una conseguente modifica al PAQE (Piano Area Quadrante Europa), che nessuno aveva mai richiesto, neppure l‘ex sindaco Tosi. In una zona come la ZAI, che è stata sovradimensionata di centri commerciali, realizzare alla Marangona un tale progetto, che avrebbe occupato oltre 120.000 mq ed attratto circa 10,5 milioni di visitatori e 4,5 milioni di auto ogni anno, avrebbe significato il collasso urbanistico dell’intera area di Verona sud. Quello che è realmente mancata è stata la pianificazione territoriale, economica e sociale.

Giorgio Massignan
Verona Polis

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