Padova, carità con denaro dal “nero”

Il recente sequestro del presunto «tesoro» dell’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan coinvolge indirettamente anche la città di Padova. Come riporta Il Corriere del Veneto di oggi nell’edizione di Vicenza e Bassano a  pagina 2, infatti, nella lista di imprenditori che avrebbero avuto a che fare con quei soldi c’è anche Damiano Pipinato, del settore calzaturiero e fratello di don Gabriele Pipinato, vicario episcopale dei beni temporali della Chiesa e membro del cda della Fondazione Fontana, che si occupa di beneficenza in Africa, assieme al vicesindaco di Padova Arturo Lorenzoni. Pipinato si sarebbe servito dello stesso studio di commercialisti di Galan per trasferire denaro in nero all’estero. Soldi poi rientrati legalmente in Italia attraverso la “collaborazione volontaria”, molto simile al condono.

La sede di Fondazione Fontana Onlus sarebbe nel negozio dell’imprenditore Pipinato e avrebbe ricevuto soldi in beneficenza da una delle società usate per coprire il denaro. «È tutto regolare –  ha spiegato Lorenzoni – abbiamo ricevuto denaro dalla società di cui era socio don Gabriele ma metto la mano sul fuoco per lui e per tutte le persone che hanno contribuito ai nostri progetti». In effetti nessuna persona sin qui nominata, né i relativi finanziamenti, sono oggetto di indagine. (t.d.b.)

ph Diocesi di Padova