Separazione, 4 cose da ricordare per la prima udienza

Spesso le persone hanno idee sbagliate e lontane dalla realtà. Meglio essere preparati e disillusi sulla prima volta che comparirete davanti ad un giudice

Nonostante oggi possiamo ottenere tante informazioni, e in tempi davvero brevi, grazie a internet, mi accorgo sempre più spesso che le persone hanno delle idee sbagliate, o comunque lontane dalla realtà vera, su quel che accade quando si arriva davanti al Giudice. E non c’è niente di peggio di avere tante aspettative che poi vengono vanificate. Meglio essere preparati, e disillusi.

Siamo dunque all’inizio vero e proprio del procedimento davanti al Tribunale. Il tuo avvocato ha depositato il ricorso per separazione in Tribunale, chiedendo quello di cui ho già parlato in un articolo precedente, tuo marito o tua moglie ha depositato a sua volta uno scritto difensivo dove ha preso posizione rispetto alle tue domande, ed ora è arrivato il momento di comparire personalmente davanti al Giudice. Sicuramente il professionista che ti segue ti ha spiegato cosa dire e cosa non dire, come esporre il tuo punto di vista, e qual è il look adatto per l’udienza – si fa anche questo.

Queste secondo me sono 4 cose da ricordare:

1- Il tempo che il Giudice può dedicarti è molto poco, sicuramente meno di quello di cui avresti bisogno per sentirti davvero ascoltato. Le udienze sono fissate ogni 10 minuti. I procedimenti per separazione, divorzio, e regolamentazione dell’affido dei figli nati fuori dal matrimonio, sono tantissimi. Suggerimento: concentrati su poche cose, dille in modo più chiaro, semplice e conciso possibile.
2- Più documenti sono stati allegati al ricorso già depositato (o alla memoria difensiva, se non hai dato tu inizio al giudizio), più facile è per chi giudica avere un’idea precisa della situazione e, quindi, prendere una decisione ragionevole. Tutto quello che si può provare con documenti (redditi, contratto di affitto, mutuo, valutazioni di immobili, certificati medici, partecipazioni societarie, e quant’altro) va presentato al Giudice, che così ha il tempo di leggerlo e valutarlo.
3- Nel diritto di famiglia non ci sono vincitori né vinti. A meno che non ci siano gravi ragioni di pericolo per l’incolumità delle persone coinvolte, nella maggior parte dei casi, proprio nel corso della prima udienza, o pochi mesi dopo, si auspica che si possa raggiungere un accordo, che accontenterà tutti e nessuno. D’altra parte, quando una famiglia si divide, si crea inevitabilmente un trauma, sia per gli adulti che per i minori, che non può essere lenito così facilmente.
4- Il provvedimento del Giudice, o anche l’accordo raggiunto dai coniugi, non risolverà il conflitto, come per magia. Non abbiate aspettative troppo alte. Sicuramente sarà più semplice gestire l’organizzazione della vita quotidiana, soprattutto se ci sono figli minori, ma la relazione tra le persone resterà invariata. Tuo marito o tua moglie non muteranno atteggiamento solo perché è stato deciso chi tiene i bambini nel fine settimana.

Affinché ci sia un vero e proprio cambiamento è necessario che si riapra un dialogo in modo costruttivo. Come si fa? Ve lo spiegherò un’altra volta. Sono un’inguaribile ottimista, e credo davvero che tutti possano arrivarci.

Martina Sartori
Avvocato della famiglia e dei minori

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