Europee, Variati e Moretti salgono sul tram chiamato Pd

I due politici vicentini forse cercano visibilità in un momento di flessione della carriera. Ma servirebbe maggiore qualità dei candidati

Da vecchio europeista, pressoché ante litteram, ho sempre visto con gran meraviglia e disdoro come il ruolo di deputato europeo sia sempre stato considerato un rifugio, molto ben remunerato, per coloro che non erano più stati inseriti nelle liste per il Parlamento nazionale, per politici oramai in pensione, per consiglieri comunali o regionali che dovevano avere un contentino. Comunque, non persone che per la loro cultura e formazione politica avessero le qualità necessarie ad un impegno così importante e delicato. Mi auguravo che per il peso di questa prossima tornata elettorale, con la necessità di avere persone che dessero una mano a rivificare il sentimento europeo, i partiti facessero scelte finalmente appropriate. Dalle ultime notizia non pare sia così. La cosa è ancor più preoccupante dal momento che il numero di deputati che riusciremo a mandare a Strasburgo sarà piuttosto esiguo. Ecco perché la qualità dei rappresentanti e la loro autentica passione europea dovrebbero essere più elevate di sempre.

Ho letto un pezzo, come sempre godibile, di Michele Salvati scritto per la rivista Mondo operaio. L’argomento è incentrato su cosa serve all’Europa e quali dovrebbero essere le caratteristiche dei candidati. Credo che avere scelto delle teste di serie per le varie zone d’Italia come quelle di cui si è letto in questi giorni sia un buon viatico per il Pd. Tuttavia, ci sono anche le seconde o le terze file. Nella zona del Nordest qualche nominativo c’è. Mi riferisco all’ex sindaco di Vicenza, Achille Variati, e alla consigliera regionale Alessandra Moretti. Entrambi nomi erano stati presentati, unitamente ad altri 4, dal segretario regionale veneto Alessandro Bisato all’apposito ufficio nazionale.Variati, contrario alla compagnia troppo numerosa, si era subito defilato, salvo poi, dopo il comizio del capolista Calenda a Vicenza, unitamente a presunte pressioni di Zingaretti e Gentiloni, cambiare idea «per il bene del Veneto».

Quanto alla signora Moretti, credo che la sua idea di rientrare in Europa sia stata coltivata dopo che un sondaggio regionale le assegnava, mi pare, la prima posizione tra i papabili. La mia idea è che, per il ruolo e la situazione delicata, come dicevo sopra, si sarebbe dovuto puntare su altre persone. Peccato che il partito, il nazionale intendo, non abbia approfondito la questione con fonti attendibili. La Moretti ha avuto il suo periodo di fulgore dopo le più di duecentomila preferenze ottenute alle Europee precedenti, nel 2014. Aveva poi lasciato per tentare la corsa alla presidenza del Veneto ed è stata, inesorabilmente, battuta da Zaia che qui in Veneto ha un partito che la fa da padrone. Da consigliera regionale, dapprima capogruppo successivamente sostituita da Fracasso, non sembra essersi particolarmente distinta. Credo, ma è solo una mia idea, che la sua carriera sia in flessione e, fossi in lei, mi rifiuterei di considerare l’Europa come un autobus che si può prendere alle bisogna. E cercherei di terminare il mio mandato nel miglior modo possibile. Sono, comunque, decisioni sue.

Variati: lo dissi già in altre occasioni, è uomo intelligente, astuto e navigato. Oddio, se è navigato. Io credevo, e non è la prima volta che ci casco, che lui avesse veramente tirato i remi in barca. Dopo un cursus honorum di tutto rispetto, ora, per il bene dei veneti, vuole andare a Strasburgo per rappresentare l’Italia. Bene, caro Achille, quando per tanti anni io e un manipolo di volenterosi eravamo avanti e indietro da Roma per chiedere quel Partito Democratico che avrebbe dovuto superare il nefasto dualismo tra Margherita e Pds che ingessava il Paese, nelle poche occasioni in cui tu partecipavi alle riunioni locali, ricordo bene il tuo sguardo di educata noncuranza alle perorazioni di noi poveri idealisti che volevamo un partito nuovo e diverso. Quando successivamente, con i due partiti oramai in crisi, il Pd vide la luce, tu fosti subito in prima linea per deciderne il futuro. Deus ex machina, si dice?

Il Pd ti votò in massa alla prima sindacatura e con l’aiuto di un gruppo di leghisti, diventasti sindaco. Mi è difficile dimenticare la posizione favorevole che prendesti, poco dopo, con il movimento “Verso Nord” che non lavorava, certo, in favore del Partito Democratico. La scelta degli assessori, tranne pochi casi, fu fatta con persone che rispondevano ai requisiti di malleabilità a te graditi. Per tutti i dieci anni della tua sindacatura hai tenuto a guinzaglio stretto il partito vicentino togliendogli l’ossigeno di cui aveva ed ha tuttora bisogno. Per spazio, sorvolo su tante altre decisioni e mi soffermo solo sul tuo esplicito ed estemporaneo appoggio dato ad uno dei 3 concorrenti alle ultime primarie di Vicenza. Concorrente che non era nemmeno iscritto al Pd. Ritengo, e sono in buona compagnia, che le cose fossero andate come si doveva e cioè se i due candidati con minori voti, avessero incondizionatamente appoggiato il primo arrivato alla votazione senza i distinguo della prima ora messi in campo, credo il sindaco sarebbe stato Otello Dalla Rosa.

Per onestà intellettuale debbo ammettere che l’Otello ci ha messo del suo nella sconfitta. In colloqui che ho avuto con lui, durante la campagna, una buona idea di discontinuità con Variati era percepibile. Purtroppo, nei suoi incontri pubblici, questa discontinuità fu un po’ annacquata o non si è percepita, come se lui temesse qualche ritorsione nel caso la esplicitasse con troppa forza. E’ mia opinione che per quanto accennato sopra ed anche per altre ragioni, il Partito democratico avrebbe dovuto fare altre scelte. Se poi volessimo aggrapparci anche ai numeri, diremmo che il modesto risultato dell’ex vicesindaco Bulgarini è stato anche l’effetto del minor appeal elettorale dell’ex sindaco. Queste mie riflessioni sono ispirate dal fatto che mi sono stancato di sentire le cose dette solo nei corridoi o in privato per non sentirle poi esternare pubblicamente per pavidità.

(ph: Facebook – Alessandra Moretti)