Grido d’aiuto “Mamme no Pfas”: lettere alla Grillo e Commissione ecomafie

Le “Mamme no pfas“, il movimento dei genitori della “zona rossa” maggiormente esposta alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche tra le province di Vicenza, Verona e Padova si rivolgono a Parlamento e governo con due missive, una indirizzata al presidente della Commissione Ecomafie del Parlamento, Stefano Vignaroli, l’altra al ministro della Salute Giulia Grillo. Nella prima lettera, le Mamme no pfas ripercorrono la storia dell’azienda Miteni (ex Rimar) dagli anni ’60 fino all’emergere dello scandalo ambientale.

Per i genitori della zona rossa, da anni «tutti erano a conoscenza, tutti coloro che avrebbero dovuto muoversi fin da subito». Dall’azienda, alla Provincia di Vicenza, fino all’Arpav. E riportano all’attenzione il problema degli inquinanti di nuova generazione: il GenX, che «è in falda da 3 anni ed è arrivato a 7 chilometri dalla Miteni, mentre il C6O4 è in falda da ben 9 e lo si trova fino a 13 chilometri». Nel ringraziare i carabinieri del Noe per il lavoro svolto, i genitori si dicono «demoralizzati» e delusi dalle istituzioni e dalla Procura: «sentiamo il peso di farci giustizia da soli come chi non sa più di chi fidarsi».

Nella lettera al ministro Grillo, invece, le “Mamme no pfas” chiedono un intervento puntuale per tutelare la salute dei propri figli: «le chiediamo di attivarsi affinché in tutti i comuni veneti colpiti da questo disastro le mense delle scuole di ogni ordine e grado forniscano obbligatoriamente acqua in bottiglia sia per bere che per cucinare. Per lo stesso motivo -aggiungono – chiediamo che il cibo preparato nelle mense sia certificato come completamente privo di pfas». (r.a.)

(Ph. Mamme no pfas / Facebook)