Migranti, Salvini: «rischio terrorismo imminente, porti sigillati»

Il premier Giuseppe Conte, parlando dal dipartimento delle informazioni per la sicurezza della presidenza del consiglio ha dichiarato: «siamo molto preoccupati per la crisi libica, abbiamo sempre lavorato e continueremo a lavorare per scongiurare una crisi umanitaria che può esporre al rischio dell’arrivo di foreign fighter sul nostro territorio. Bisogna assolutamente evitare l’escalation. La politica sull’immigrazione dell’Italia non si è mai ridotta a porti aperti sì o porti aperti no. La politica italiana sull’immigrazione è molto più complessa». Immediata la replica del ministro dell’Interno Matteo Salvini che oggi ha incontrato il vicepresidente del consiglio presidenziale libico Ahmed Maitig: «con il rischio del terrorismo islamico, i porti restano ancora più sigillati. Ci sono 500 terroristi detenuti nelle carceri libiche, non vorremmo che arrivassero via mare. In Italia non si aprono i porti, la linea non cambia. Questa mattina ho emanato una direttiva».

Direttiva che sta facendo scoppiare un caso perchè la comunicazione sarebbe stata inviata non solo ai vertici delle forze dell’ordine, su cui Salvini ha competenza, ma anche ai vertici militari, di competenza del ministero della Difesa. «Quello che è accaduto è gravissimo – commentano varie fonti della stessa Difesa -. Viola ogni principio e protocollo e costituisce una forma di pressione impropria nei confronti del Capo di Stato Maggiore, generale Enzo Vecciarelli. Non è che un ministro può alzarsi e ordinare qualcosa a un uomo dello Stato. Queste cose accadono nei regimi, non in democrazia». Il ministro Salvini ha risposto agli attacchi dicendosi «tranquillissimo. Il Viminale è la massima autorità per la sicurezza interna quindi la direttiva sui porti è doverosa, oltre che legittima, a fronte di un pericolo imminente». (a.mat.)

Fonte: Adnkronos

(ph: imagoeconomica)

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